Il Tirreno

In aula parlano i testimoni del processo sui carabinieri

In aula parlano i testimoni del processo sui carabinieri

Incidente probatorio con l’uomo che disse delle minacce con la pistola in bocca Previste altre due sedute e si dovrà valutare la perizia sulle trascrizioni

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AULLA. Altri due testimoni chiave nell’inchiesta sui carabinieri di Aulla ieri hanno preso parte a un incidente probatorio al tribunale di Massa. Si tratta di una serie di udienze in camera di consiglio, senza cioè pubblico, che servono per “cristallizzare” una serie di testimonianze in questa fase di udienza preliminare.

E ieri di fronte al giudice è apparso un testimone considerato decisivo dalla procura: Abbai Redouane, l’uomo che raccontò che il carabiniere Luca Granata nel corsodi un inseguimento gli infilò la canna della pistola in bocca minacciandolo.

Secondo quel che è apparso l’impianto messo su dalla procura si Abbai che Bouhnik, l’altro cittadino marocchino sentito ieri durante l’incidente probatorio, sono considerati due testimoni molto solidi che dovrebbero confermare le accuse fin qui mosse ai militari. La seduta è iniziata di mattina, con la pm Alessia Iacopini e gli avvocati della difesa, tra cui l’avvocato Gianpaolo Carabelli che si sono alternati nel rivolgere domande ai testimoni.

Nell’avviso di conclusione delle indagini recapitato allora agli indagati il comportamento nei confronti di Redouane di Granata e Matteo Sais, un collega più giovane, veniva riassunto così: «Dapprima Abbai Redouane si trovava a terra e gli schiacciava con una scarpa il volto contro l’asfalto, poi veniva sbattuto di schiena contro il muro, infilandogli in bocca la canna della pistola, in seguito»: questa la ricostruzione accusatoria. E ancora, sempre nella stessa circostanza viene contestato ai due carabinieri anche il reato di minacce. Perché : «infilandogli la canna della pistola in bocca- questo nelle carte - minacciavano il marocchino fermato a seguito di un inseguimento, proferendo le frasi”ti ammazzo”, “ti sparo”». Di questo episodio ieri si cercavano conferme nell’esame incrociato che il testimone ha subito da parte del pm e della difesa.

Il processo comunque è ancora nella fase dell’udienza preliminare. Significa insomma che nessuno degli indagati è stato rinviato a giudizio. E, nonostante si proceda a un ritmo piuttosto sostenuto, non sono ancora terminati gli incidenti probatori, una serie, previste.

Finora sono stati sentiti molti dei testimoni comparsi nelle indagini ma davanti ancora ci sono almeno altre tre persone da sentire e poi ne rimangono ancora tre. Questo significa che in calendario ci sono almeno altri due incidenti probatori. Di solito impegni che si prolungano per molte ore. C’è poi anche la perizia sulle trascrizioni che dovrà essere fatta. Infine il gup si esprimerà sull’eventuale rinvio a giudizio.

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