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Addio a Remo Nocchi, l’architetto che "inventò" Massa

Addio a Remo Nocchi, l’architetto che "inventò" Massa

Se ne è andato all’età di 88 anni l’uomo che realizzò i palazzi simbolo di Massa Suoi i progetti del Comune, della scuola Don Milani, di San Pio X. 

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MASSA. A disegnare l’identità della città lui ha contribuito davvero. Perché molti dei palazzi che caratterizzano Massa sono opera sui. Remo Nocchi ha delineato la storia dell’architettura massese e apuana. Se n’è andato martedì, all’età di 88 anni, e con lui - ricorda il consiglio degli architetti - se ne va uno dei maestri dell’architettura moderna nel territorio apuo-versiliese. Nato a Massa e laureato al Politecnico di Milano nel 1959, Remo Nocchi è stato iscritto all’albo degli architetti della provincia di Massa Carrara fino al 2015. L’architettura era per lui strumento di miglioramento della vita collettiva, creazione di spazi ove la gente possa riconoscersi; la stessa visione etica e sociale egli la viveva nel ruolo professionale.

Fin dai primi lavori, impresse ai suoi progetti carattere innovativo sia nello studio planivolumetrico che nell’uso dei materiali, in particolare del cemento armato, evidenziandone le qualità strutturali come valori architettonici.
L’architetto Nocchi è l’uomo che ha progettato il palazzo sede del Comune, in via Porta Fabbrica, la Scuola media Don Milani, lo stabilimento Evam alle Capannelle, il Mercato Ortofrutticolo de “Le Ghiare”, altre scuole e numerosissimi edifici pubblici e privati.

All’attività professionale ha sempre unito la passione per il territorio e l’impegno per trasmettere le proprie conoscenze: uno tra i primi soci dell’associazione “Amici dell’Accademia di Belle Arti di Carrara”, ne ha seguito le iniziative insieme al figlio Massimiliano, anch’egli architetto. Chiamato dal Politecnico di Milano, Remo Nocchi ha partecipato a convegni e conferenze in particolare sull’innovazione tecnologica in architettura.

Molti dei suoi progetti sono stati individuati da illustri studiosi tra i più rappresentativi dell’architettura moderna in Toscana e un gran numero degli edifici progettati e realizzati sono stati pubblicati su importanti riviste di settore tra cui “Domus”, “L’architettura Cronache e Storia” diretta da Bruno Zevi, “Abitare”. Alcune opere sono inserite nel libro “Arte Contemporanea”, a cura di Lara Vinca Masini, Giunti editore 1996. Remo Nocchi lascia la moglie Bruna Forzani, insegnante in pensione e i tre figli Marco, Massimiliano e Andrea. I funerali si svolgeranno oggi, alle 16: la città gli darà l’ultimo saluto in uno degli edifici che lui stesso ha progettato e realizzato, la chiesa di San Pio X.

Alla famiglia Nocchi le condoglianze del consiglio dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Massa-Carrara e della Presidenza dell’Associazione degli Amici dell’Accademia di Belle Arti.

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