Il Tirreno

«Mi arrivò un colpo violento, ma non fermai la cerimonia»

«Mi arrivò un colpo violento, ma non fermai la cerimonia»

In aula testimonia l’ex sindaco sull’aggressione subita nel giugno 2015 L’imputato è Carlo Piccioli, alluvionato, che lo colpì durante una cerimonia

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CARRARA. Tre anni dopo quello schiaffo pubblico, a freddo e di fronte a centinaia di bambini, il gesto verso l’ex sindaco Angelo Zubbani da parte dell’alluvionato Carlo Piccioli è stato protagonista di una nuova udienza nel processo che vede imputato quest’ultimo per lesioni aggravate dai futili motivi e perché nei confronti di un pubblico ufficiale. Una vicenda che sembrava chiusa e che invece ha il suo strascico dentro le aule: la procura ha proceduto d’ufficio.

A testimoniare, chiamati dal pubblico ministero Rapelli e di fronte alla giudice Alice Serra, vengono chiamati proprio l’ex sindaco Angelo Zubbani, parte offesa (ma per precisa scelta dell’ex sindaco, non parte civile, quindi non chiederà un risarcimento), e la signora Marsiglia Morelli, ex consigliera comunale, presente anche lei quel giorno di giugno del 2015 durante la festa per la conferma della bandiera blu in largo Marinai d’Italia.

La scena, nel racconto di Zubbani, si svolge così: «C’erano moltissime scolaresche, io avevo appena fatto un giro per salutare le autorità e le classi con le insegnanti. Un gruppo si trovava più defilato rispetto ad altri e così mi sono spostato per raggiungerli. Mentre mi stavo muovendo ho sentito, di colpo, una botta violentissima sulla parte sinistra del viso, che mi ha fatto vacillare e smarrire la lucidità che avevo. Solo per qualche secondo. Mi sono girato e ho visto Piccioli. Non lo conoscevo né l’avevo mai incontrato. Successivamente mi sono ricordato di averlo visto in alcuni consigli comunali. Ma non era mai venuto da me prima».

Sulla questione del riconoscimento infatti verte una delle domande che gli farà il pubblico ministero durante l’audizione. Chiedendo come facesse a dire che si trattava di Piccioli non conoscendolo. «L’ho saputo solo in seguito e per questo posso dirlo, chiaramente dopo l’identificazione e dopo che era passato del tempo».

Zubbani, in aula era assistito dall’avvocato Luca Pietrini, poi prosegue la sua ricostruzione dei fatti. Lo schiaffo lo ha appena incassato e si riprende da quel punto. «Io mi sono girato dopo il colpo e lui mi ha guardato con un sogghigno, credo mi abbia detto qualcosa». Su cosa si siano detti lo incalza la giudice Serra. L’ex sindaco socialista però non ricorda con precisione: «Qualcosa del tipo “non è niente”, “é solo una carezza”. Ma non potrei dirlo con precisione, non ricordo».

Tra i due però l’episodio si chiude lì. «Lui si stava allontanando tranquillamente quando si sono avvicinate le forze dell’ordine e lo hanno portato via. Non ha cercato di fuggire, è andato via con calma».

Zubbani invece è rimasto alla cerimonia. «Io sono andato con altri verso un chiosco dove mi hanno dato del ghiaccio da mettere nel punto colpito. Ho deciso di non annullare la cerimonia anche per senso delle istituzioni e per la presenza di tutte quelle persone».

I danni riportati non sono particolarmente gravi. «In ospedale mi hanno dato in seguito 20 giorni di prognosi, avevo gonfiore allo zigomo e un annebbiamento dell’occhio sinistro. Sono andato a medicarmi soprattutto per questo. Quel che mi ha colpito è stato il fatto che si è avvicinato nonostante la presenza di forze dell’ordine, muovendosi tra la gente senza nessun problema», conclude Zubbani.

La testimone udita per seconda è Marsiglia Morelli, presente anche lei in piazza quel giorno ma che non può riempire un dato materiale che serve nel processo. Il momento dello schiaffo. Anche lei infatti, seppure per ragioni diverse da quelle del sindaco, non ha potuto vedere il momento dell’aggressione. E l’avvocato che difende Piccioli, Fabio Trabucchi, chiede conferma. «Ho perso di vista il sindaco proprio qualche momento prima che avvenisse la cosa. Mi sono girata per parlare con qualcuno e poi quando mi sono volta di nuovo verso di lui ho visto che si teneva le mani sul volto. Ho capito che era successo qualcosa, non ho capito cosa fosse successo. Mi sono preoccupata».

Rimangono ancora dei testimoni da sentire, pertanto la prossima udienza è fissata per il 13 dicembre.

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