Attenzione
Comune, conti a posto “Risparmiati” 10 milioni
Volpi e Rutili presentano il bilancio, l’indebitamento scende a 110 milioni, la spesa per il welfare sfonda quota 10 milioni
MASSA. Entrate per 78 milioni, spese per 67,85. Ovvero: 10 milionI e più di avanzo. Se si trattasse del bilancio di un’azienda gli azionisti sarebbero felici. Qui, però, stiamo parlando dei dati di bilancio del Comune (relativi al 2017)e la questione è rovesciata: ci sono 10 milioni che potevano essere spesi per tappare buche sulle strade, rifare marciapiedi o aiutare chi è senza casa, che invece sono rimasti in cassa.
«Vero è così. Ma è la legge a imporlo. Non certo noi», spieg Giovanni Rutili, assessore al Bilancio che, a fianco del sindaco Alessandro Volpi illustra dati e risvolti dell’ultimo bilancio consuntivo da loro firmato, almeno per questa “legislatura”, che andrà in consiglio comunale il prossimo 3 maggio.
«I nuovi principi contabili imposti dalla legge obbligano i Comuni ad accantonare fondi rischi per far fronte a contenziosi, emergenze e spese impreviste in misura sempre più rilevante», dice ancora Rutili. «A nessuna azienda privata o banca vengono chiesti accantonamenti di tale misura», aggiunge il sindaco. Ma l’amministrazione – dicono Volpi e Rutili – ha saputo fare fronte a questa stretta. «Il 2017 – dice l’assessore – si è chiuso con un saldo di cassa sostanzialmente positivo per 3 milioni. Tra il 2013 e il 2015 approfittando degli spazi concessi dal governo il Comune aveva pagato qualcosa come 40 milioni di spesa di investimenti, caricandosi un'esposizione di cassa superiore ai 10 mil di euro. Ai tassi attuali sarebbe stata assai costosa e invece con l'azzeramento dello scoperto raggiunto nel 2017 è stata sterilizzata. Anche l'indebitamento è sceso a quota 80 milioni. Era a 110 quando ci diamo insediati, a 150 milioni nel 2008».
Insomma, il bilancio è solido, le politiche di rigore che hanno contraddistinto l’amministrazione Volpi hanno funzionato e ora il Comune «è in grado di programmare in modo non emergenziale il lavoro nei prossimi anni garantendo il mantenimento dei servizi essenziali, mettendo in campo risorse per la riqualificazione del decoro urbano e per il lavoro».
«Abbiamo portato la spesa per il welfare da 7,5 a oltre 10 milioni di euro, un record. Lo stato sociale siamo noi», aggiunge Volpi. Un incremento legato alla necessità di fare fronte ai morsi della crisi e indirizzati a finanziare lavori socialmente utili (40 persone al lavoro, almeno part time fra progetti Asmiu e consosrzio di bonifica), sostegno ai disabili, minori, anziani. I numeri snocciolati dai due amministratori parlano, ancora, di 4 milioni di costo per gli asili «coperti solo per un terzo dalle rette delle famiglie». Cresciuta anche la spesa per le iniziative culturali (salita a 1.4 milioni di euro) e invece sono diminuite di un milione rispetto al 2016 le spese generali e di funzionamento passate da 15 a 14 milioni.
Dagli interventi di riqualificazione energetica «ancora insufficienti», ammette Rutili, alla revisione dei contratti in materia di assicurazione, alla chiusura delle locazioni, all'azzeramento delle consulenze e ad un generale contenimento delle spese non direttamente produttive, «l'amministrazione ha recuperato a regime quasi 2 milioni di euro per anno, potendo così garantire gli interventi indicati e mettendo fieno in cascina anche per chiudere l'annosa vertenza con Asmiu, cui si potranno dare risposte e risorse nel giro di poche settimane al termine di un percorso che va avanti da oltre 10 anni».
Nel settore degli investimenti, infine, la spesa è quasi raddoppiata passando da 3,2 (2015), a 3,8 (2016) a 6,2 (2017) milioni di euro, un trend esploso nel 2018 con gli oltre 20 milioni previsti dal bilancio di previsione per i vari progetti in cantiere (periferie, rischio idraulico, efficientamento energetico.c.f.
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