La manifestazione
Area 2018 e la sinistra perduta
Critiche a Potere al Popolo: autoreferenziale e “vecchio”
MASSA. Ancora dissidi e divisioni a sinistra, con Area 2018, attraverso una nota diffusa da Andrea Biagioni, Pierpaolo Bigi, Maurizio Bonugli e Daniele Terzoni, critica Potere al Popolo.
«“Fai quello che puoi con quello che hai, nel posto in cui sei” disse Theodore Roosevelt frase che, purtroppo, non si addice a quanto intrapreso da Potere al popolo nella nostra città in vista delle elezioni amministrative del prossimo 10 giugno – scrivono quelli di Area 2018. I quali avanzavano «una proposta di sinistra, radicale, ecologista, civica e popolare; nettamente alternativa ai centro-sinistra, ai 5S e alle destre, che mettesse le persone al centro rendendole protagoniste attive di quel cambiamento che serve alla nostra città». Ma, dicono, purtroppo, «nonostante le nostre sollecitazioni, i nostri argomenti, i nostri “passi indietro” a Massa è prevalso il richiamo dell’appartenenza, inconciliabile con la necessità di “unire” e “mescolare” nella ricerca di una sinistra davvero nuova oltre che nelle idee anche nelle persone. Ne prendiamo atto Rifondazione, che a Massa è stata in maggioranza per molto tempo sostenendo il sindaco Volpi, è la stessa che è stata al governo per anni nella vicina Carrara ed è la stessa che governa a Montignoso alleata col Pd, ha di fatto egemonizzato il percorso pre-elettorale che abbiamo davanti. Avremmo potuto e dovuto proporre un percorso davvero inclusivo e plurale che, anche nell’individuazione del candidato a Sindaco, chiamasse al coraggio e alla generosità politica. Ma tutto si è vanificato dentro una logica di sorda conservazione del tutto autoreferenziale».
In vista delle elezioni amministrative del prossimo 10 giugno, dicono ancora gli esponenti di Area 2018 «avremmo dovuto abbandonare definitivamente i “vecchi orticelli” per conquistare nuova attenzione, nuova partecipazione e nuovo consenso e per costruire la sinistra di cui c’è bisogno anche a Massa». Invece, «almeno a Massa, prevale il pessimismo anche se come Area 2018 continueremo con ostinazione la ricerca della “sinistra perduta”».
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