Attenzione
«Sto con Sergio Menchini e con lui rilancerò la città»
L’imprenditore ridisegna Marina con piste ciclabili e pedonali, sogna di spostare le banche in periferia e di arrivare a zero rifiuti. E sull’inchiesta Fermet: «Sono sereno»
MASSA. Emanuele Ricciardi è stato un sostenitore di Alessandro Volpi alle elezioni di 5 anni fa; ha annunciato grandi progetti per cambiare il Pd, ora si schiera con Sergio Menchini. Con cui condivide una idea “nuova” di città ma anche il coinvolgimento nell’inchiesta sul fallimento di Fermet Srl, la società del fratello, Alberto Ricciardi. Ed è da qui che parte, il facoltoso imprenditore dei rifiuti ferrosi massesi, per lanciare la sua sfida. Emanuele Ricciardi sa che quella dell’inchiesta è un’arma che prima o poi gli avversari di Menchini useranno, arma che potrebbe trasformarsi in un ordigno esplodente nel caso in cui arrivasse in campagna elettorale il rinvio a giudizio per gli indagati. «Siamo tranquilli, non abbiamo nulla da nascondere. Se arriverà il rinvio a giudizio bene, nel processo finalmente si capirà che sono accusato ingiustamente da coloro che invece dovrebbero vergognarsi del loro operato. L’ora del silenzio è finita sono pronto a rispondere a ogni accusa».
Ma a Ricciardi pare importare poco di queste beghe giudiziarie. «Voglio dare un contributo ala mia città – ripete e Menchini è la persona giusta per risollevare Massa. Non sarò candidato, ma sono a disposizione». Come? Intanto con una serie di proposte, con l’ambiente e l’economia in primo piano. «Questa città è senza un Piano rifiuti ed è parte di un Ato che non esiste che è il fallimento della politca della Regione. Noi (e per noi intende lui, Menchini e la sua amministrazione futura)) creeremo un vero ciclo produttivo dei rifiuti per raggiungere l’obiettivo zero-waste. Trasformeremo le partecipate in una multi-utility unica dove andremo a ridefinire le priorità e le competenze. C’è un progetto, Ecodragaggi interessante, lo valuteremo; faremo una filiera corta fra operatori economici e industria delle acque, sponsorizzeremo sul territorio le nostre acque minerali che ci aiuteranno a tenere puliti montagne e ambiente marino. Sì, sarà Evam a pulire acque e mare, dotando tutti gli arrivi al mare di piccoli depuratori».
Ma il progetto più spettacolare di Ricciardi riguarda Marina. L’imprenditore sogna (e ha già pronti degli studi di massima con tanto di rendering) di modificare i viali a mare con piste ciclabili, pedonalizzazione “intelligente”, tanti parcheggi e tanto verde per un “buon passeggio”. «A Marina deve tornare a risplendere il bello con concerti, e manifestazioni di alto livello, ridisegnando la viabilità da Marina di Carrara a Viareggio con piste leggere di accesso al mare nella zona delle colonie. E ci sarà un assessorato al decoro e alla sicurezza».
Ricciardi pensa in grande anche per il centro città: «Via i dehors da piazza Dante; bar e locali si sposteranno in piazza Aranci che sarà liberata dalle banche: agli istituti di credito chiedo di rendersi protagonisti di una operazione di project financing per spostarsi tutte in periferia. Dove nascerà un vera city dell’economia e dei servizi con banche, uffici e tribunale». E non è finita: «In centro alle 23 i locali chiuderanno, per tutelare il riposo dei residenti. La movida si sposterà al mercato coperto via Bastione e sul tetto terrazza del futuro mega parcheggio all’ex Intendenza di Finanza in via Europa».
Per la stazione, poi, immagina un terminal dei bus e un grande parcheggio sotterraneo per chi lascia l’auto per il treno. «Viale stazione sarà anch’esso ridisegnato, vi si installerà un distaccamento di polizia municipale, riapriremo il cinema Mazzini, come anche lo Splendor, basta con le sale in zona industriale, è un’idea che non ci appartiene».
Per quanto riguarda la sanità territoriale, Ricciardi è convinto che la Casa della Salute debba essere a Montepepe «senza lanciarsi in azzardati recuperi del vecchio ospedale, che costerebbero troppo». «Promuoveremo check up e controlli gratuiti per le persone meno abbienti e di questo si farà carico il territorio tutto sensibilizzando industriali e imprenditori locali: fare sistema sulla salute è un dovere ma anche un piacere».
Quello che, soprattutto Ricciardi vuole fare, dice alfine, «è togliere progettisti, imprenditori, le persone che vogliono fare dallo scetticismo e dallo sconforto in cui sono caduti in questi anni. Anche a causa dell’amministrazione Volpi». Dell’esperienza del sindaco nulla da salvare, dunque? «La mia amicizia personale con Alessandro è intatta. Sul piano amministrativo, lui è stato un buon ragioniere, se vuole per lui c’è un posto da assessore al Bilancio».
Claudio Figaia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
