La manifestazione
Carrara, un luogotenente per Gerusalemme
Il prestigioso incarico conferito all’ingegner Giuseppe Marrani
CARRARA. «Un incarico di servizio»: così l’ingegnere Giuseppe Marrani commenta la sua investitura a Luogotenente per l’Italia centrale appenninica dell’Ordine equestre del Santo sepolcro di Gerusalemme. Nella chiesa dei Santi Michele e Gaetano di Firenze è avvenuto il passaggio di consegne tra il Cavaliere di Gran croce barone Giovanni Ricasoli-Fridolfi e il Commendatore Marrani (le posizioni interne sono identificate dai gradi di Cavaliere, Commendatore, Grand’ufficiale e Cavaliere di Gran croce). L’Ordine è un’istituzione laicale posta sotto l’egida della Santa Sede che ha lo scopo di sostenere la presenza cristiana in Terrasanta. I suoi circa 30mila membri sono organizzati in più di 60 luogotenenze e delegazioni al mondo. L’ingegnere, ex delegato di Massa-Carrara, è ora a capo di una delle 7 luogotenenze su suolo italiano: una posizione di notevole responsabilità. «È un ruolo prestigioso, lo apprezzo – commenta Marrani – ma lo prendo come un incarico di lavoro. L’Ordine contribuisce al mantenimento della presenza cristiana in Terrasanta sia in termini materiali che religiosi: sostiene le scuole, gli ospedali, dà casa e lavoro ai cristiani che altrimenti non avrebbero di che campare». La convivenza tra palestinesi arabi e palestinesi cristiani in Palestina è complessa: “È una terra difficile, ma ho visto coi miei occhi che gli sforzi dell’Ordine potranno dare frutto in futuro. Nelle nostre scuole i due gruppi convivono: si spera che crescendo assieme riusciranno a convivere pacificamente, ciascuno mantenendo il suo credo. Idem per gli ospedali, sono aconfessionali».
Marrani nomina una pratica tristemente diffusa in questo territorio: l’abbandono dei bambini disabili. «Sono considerati oggetto di scandalo per le famiglie, vengono scaricati come sacchi della spazzatura. A Betlemme abbiamo un un orfanotrofio gestito da suore che li accoglie. Quando posso contribuisco anch’io al suo mantenimento: mi ha preso il cuore, è nei primi pensieri». L’ingegnere ha alle spalle una lunga storia di militanza nell’Ordine: «Ne faccio parte da 10 anni. All’inizio bisogna compiere percorso di formazione per la reciproca conoscenza, capire se si è interessati a far parte dell’Ordine. Oltre la forma, però, c’è la sostanza. Recentemente la luogotenenza per l’Italia centrale ha contribuito all’acquisto di un appartamento per una coppia di giovani sposi. Un aiuto fondamentale, se si pensa che i cattolici faticano a trovare lavoro. La presenza cristiana è un sasso tra due macine; i cittadini di religione cristiana sono diminuiti in modo esponenziale negli ultimi anni. Sono stato in Terrasanta 5 volte, e spero di poter programmare presto la mia sesta visita: nel corso dei miei pellegrinaggi non ho mai avuto problemi, ma il territorio è ostico per chi lo vive». (.ir.)
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