Gioco
«Quando il Napoli vincerà la partita penserò sempre a te»
L’ultimo saluto di uno dei quattro figli a Carmine Rifugio Neanche una parola di astio nei confronti dell’investitore
MASSA. «Da adesso in poi quando il Napoli vincerà penserò a te». Conclude così, uno dei figli di Carmine Rifugio, il suo commosso pensiero rivolto al padre. Nessun riferimento a quanto accaduto, a quel furgone che martedì mattina, all’alba, ha travolto suo padre. Soltanto poche parole, intervallate da attimi di commozione, tutte dedicate a papà Carmine. Si stringono intorno a lui i 3 fratelli, lo abbracciano, gli fanno forza, mentre lui ringrazia chi ha scelto di esserci per dare a Carmine l’ultimo saluto. Ringraziamenti a nome di tutti e quattro i figli, ma anche a nome della madre, Maria Rosaria Corrado, ancora ricoverata in ospedale.
Dovevano andare insieme a Praga, in gita con altre persone, lei e il marito Carmine Rifugio, 81enne travolto da un furgone a Romagnano. A poco più di un paio di chilometri dal luogo teatro della tragedia, ci sono parenti, amici e conoscenti. Tutti insieme nella Chiesa di San Pio X per dare l’ultimo saluto a Carmine Rifugio. A celebrare i funerali, ieri pomeriggio, Don Alvaro Giannetti. Anche il parroco non fa riferimento a quanto accaduto, preferisce che a parlare siano parole e concetti di San Paolo Apostolo: vita celeste, vita terrena e «gli occhi del cuore. Noi abbiamo una grande dono: quello della fede. La vita terrena - dice Don Alvaro durante l’omelia - ci prepara alla vita celeste, non abbiamo nessuna cittadinanza qui sulla terra. La morte non ci separa dalle persone care, ci fa ritornare uniti attraverso l’amore per Cristo: continueremo a vederli con altri occhi, quelli del cuore».
A prendere la parola, in chiesa, per ringraziare i presenti, per cercare di raccogliere in qualche frammento fatto di parole il ricordo di papà Carmine, due dei quattro figli: «Grazie a tutti, a nome dei quattro fratelli e della mamma – le prime parole del più giovane della famiglia – sono il più piccolo, avrei dovuto essere il bastone della vecchiaia, ma adesso questo bastone non serve più. Papà mi ha insegnato molto e teneva tanto a noi, sarà contento di vedervi, grazie». E le lacrime scendono, impossibile trattenerle. Si confida, racconta di sè e di suo padre anche un altro dei fratelli: un ringraziamento, poi legge le parole scritte per Carmine dalla ragazza che lui e sua moglie hanno sostenuto e aiutato. Un figlia adottiva: «Custodisco tutti i momenti vissuti» - scrive. E la commozione vince. Poi il figlio torna a raccontare di suo padre: «Da adesso in poi quando il Napoli vincerà penserò a te - continua facendosi forza per poi concludere - Grazie a tutti, un sorriso e un grande applauso». Qualche parola in dialetto campano per papà e un lunghissimo applauso. Enorme saluto collettivo a Carmine.
Luca Barbieri
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