Sicurezza
Il centrodestra sceglie l’unità e punta sul nome di Persiani
Marco Guidi di Fratelli di Italia fa un passo indietro: la priorità è non dividerci per vincere le elezioniMa l’ufficialità ancora non c’è. Matteo Mastrini (Forza Italia): lavoriamo per smussare tutti gli angoli
MASSA. Il centrodestra lo sa benissimo che questa partita è diversa dalle altre. Un film tutto nuovo in cui per la prima volta può abbandonare i panni della comparsa e indossare quelli dell’attore protagonista. Perchè, forte del successo elettorale alle politiche, alle prossime amministrative non gioca per un seggio in più in consiglio comunale, ma punta dritto al terzo piano di Palazzo civico. Alla poltrona di sindaco. E per conquistarla, quella poltrona, sa bene che non deve disperdere neanche un voto. E non disperdere voti significa restare uniti, trovare la quadra su un candidato e andare compatti al 10 giugno. Quell’unità ha portato il centro destra, lo scorso 4 marzo, al 37 %, una percentuale da capogiro in una città in cui la destra al governo non c’è mai andata. Adesso ci prova. A Siena e a Pisa la quadra è già stata trovata, a Massa ci si sta lavorando e l’obbiettivo - garantiscono Lega, Forza Italia e Fratelli di Italia - non è lontano. Si susseguono gli incontri e le riunioni. È un continuo sedersi intorno al tavolo nella speranza di alzarsi con un candidato comune e un accordo. Un nome in pole position c’è ed è quello di Francesco Persiani.
Avvocato, penalista noto in città, non ha tessere di partito in tasca e scende in campo come uomo della società civile, sostenuto dalla Lega che ha, sin dalle prime battute, preferito lui ad un candidato di bandiera: «La Lega - spiega l’avvocato - ha scelto me come candidato nonostante io non sia un militante. In questo senso ha fatto un passo indietro da subito rinunciando a candidare un suo iscritto. Ringrazio, quindi, per la stima e la fiducia. Ho accettato la proposta e attivato un percorso che coinvolge anche persone fino ad ora esterne alla politica o provenienti da ambienti di estrazione diversa da quella di destra».
Nomi nuovi - assicura Persiani - imprenditori e professionisti disposti a spendersi per il cambiamento: «Tutti quanti chiedono di poter contribuire al cambiamento e credono che io di quel cambiamento possa essere il portabandiera».
Perchè - spiega l’avvocato - il centro destra sa bene che «quella del 10 giugno potrebbe essere la svolta per Massa, l’occasione per una sana e democratica alternativa. Fino ad ora - Francesco Persiani si affida alla metafora - ad imbracciare l’arco sono stati sempre gli stessi, ma non hanno centrato l’obiettivo. È il momento di cedere ad altri quell’arco». Dal centro sinistra al centrodestra. A condizione che quel centro destra sia unito. Lo dice Persiani. Lo ribadisce Marco Guidi, presidente provinciale di Fratelli di Italia. Per Guidi l’unità è prioritaria al punto da aver deciso di fare il passo indietro e rinunciare alla sua candidatura perché sarebbe stata divisiva: «Io mi sono sfilato - ammette - perché non facevo sintesi». La quadra intorno al suo nome non era possibile e lui ha lasciato il posto ad altri. Sacrificio sull’altare dell’unità: «Andare divisi non avrebbe alcun senso. Dobbiamo stare uniti. Ci sono ancora da limare alcune cose, ma non c’è dubbio - ammette - che il nome in pole position sia quello dell’avvocato Francesco Persiani». Uniti su un nome per puntare dritti al ballottaggio: «Se andiamo al ballottaggio - è l’analisi di Guidi - anche come seconda forza, possiamo farcela». Possono farcela perché - motiva - «in terra Apuana i 5 Stelle che sono una forza importante vengono comunque identificati come espressione della sinistra. Al ballottaggio il centrodestra unito - nella lettura di Guidi - convoglierebbe tutti i voti che a sinistra non vanno». Incontri serrati, quindi per l’unità. Lo conferma anche Matteo Mastrini, sindaco di Tresana e coordinatore di Forza Italia: «Lavoriamo per stare insieme e il nostro scopo è far venir meno gli elementi ostativi e non dividerci».
Per giocare davvero, e per la prima volta, la partita per il governo della città.
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