Il Tirreno

«Via al più presto i massi da La Rocca»

Emanuela Busetto attacca l’amministrazione: «Pericolo segnalato male»

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FILATTIERA . Emanuela Busetto, responsabile in Lunigiana di Fratelli D’Italia, lancia un allarme in merito alla frazione montana La Rocca a Filattiera. «Il fatto risale ad una quindicina di giorni fa: – spiega Busetto - i massi dell'antico muraglione, in località La Rocca Sigillina frazione di Filattiera, sono franati su una strada interna del secolare borgo». Gli abitanti sono stati rassicurati: l'amministrazione ha preso visione e l'intento è quello di porre rimedio in breve tempo.

«Ci lasciano però perplessi le modalità utilizzate nella segnalazione del pericolo. Nonostante la cinta presenti palesi infiltrazioni d'acqua e sia in più punti spanciata la segnaletica apportata consiste in semplice nastro arancio senza puntellatura alcuna e, nonostante si possa procedere per altra via, questa non sia stata chiusa al passaggio pedonale o ad eventuali mezzi agricoli. Ci auguriamo che in tempi brevissimi, così come l'apparato amministrativo ha dichiarato, tutto venga ripristinato prima ancora che l'usura del tempo possa provocare danni a cose o persone. Di certo è poco consono il consiglio fornito dagli operatori comunali ai residenti che, sollecitando un intervento immediato, vengono consigliati di scendere a valle per sentirsi al sicuro. Si capiscono le difficoltà, la mancanza di mezzi finanziari ma le frazioni, soprattutto quelle intrinseche di storia devono poter sopravvivere nel bene della sopravvivenza dello stesso comune».

Busetto vorrebbe che questa, ma anche tutte le altre frazioni che raccontano la storia della Lunigiana, potessero essere investite di interventi di tutela.

«La Rocca – racconta Busetto - andrebbe conosciuta come baluardo sulla via del Sale, posizione dominante sulla strada Lombarda verso il passo del Cirone che sviluppa il suo borgo dietro la chiesa di San Giorgio era invece saltata alle cronache nel 2013 quando la precedente amministrazione chiese ed ottenne finanziamenti ingenti, pari a 480 mila euro, di cui 180 deliberati dalla regione Toscana su un progetto di restauro e riutilizzo a fini turistici del castello. Del castello non ne rimane che un bastione di pochi massi tenuti insieme da rete metallica».

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