Il Tirreno

Marina, tutto aperto e pericoloso attorno all’antenna

Marina, tutto aperto e pericoloso attorno all’antenna

La segnalazione di Flavio Franciosi: il cancello è spalancato il quadro elettrico a portata di bambini, è assurdo

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CARRARA. Vista dall’esterno, sembra una discarica. Invece è l’area che circonda l’antenna telefonica di viale da Verrazzano, accanto al parcheggio dei camion e a breve distanza dalla pineta.

Il sito è protetto da una recinzione che dovrebbe impedire l’accesso agli estranei. Invece il cancello è spalancato: chiunque potrebbe entrare, «persino un bambino», commenta Flavio Franciosi, ex membro del consiglio dei cittadini di Marina: «Ho denunciato la situazione alla polizia municipale una decina di giorni fa – spiega Franciosi – suppongo che abbiano inviato una pattuglia. Ritengo che si debba intervenire con la massima rapidità: questa situazione non solo espone al rischio tutti i cittadini dell’area, ma attrae frequentatori poco raccomandabili. La zona - aggiunge - è abbastanza isolata da consentire di appartarsi senza essere visti, soprattutto nelle ore notturne».

Infatti, la recinzione che circonda l’antenna è costellata da cartoni di vino vuoti, senz’altro abbandonati da persone inclini all’abuso di alcool. E non solo: tra gli oggetti all'ingresso compaiono anche dei resti di siringhe.

Entrando all’interno della recinzione, si vede quel che resta di un bivacco: vestiti abbandonati al suolo e, poco distante, un ampio materasso grigio gonfiabile, completamente appiattito.

«È evidente che qui abbia dormito qualcuno – commenta Franciosi – e ciò significa che l’accesso è libero da molto tempo, chissà da quanto. Il materasso doveva evitare agli inquilini il contatto col pavimento, anche i vestiti dovevano appartenere a loro».

Sorprendentemente, il quadrante elettrico è aperto e facilmente raggiungibile. La luce rossa è accesa: «Segnala il passaggio di corrente. Il che è particolarmente grave: chiunque potrebbe entrare e metterci dentro le mani».

Franciosi le antenne le conosce bene: ha fatto parte del comitato di via Bulderini che si oppose alla costruzione della maxi-antenna, poi spostata in v ia Lucca. Il piano per l’elaborazione delle stazioni radio base venne approvato nel 2002. Il nuovo regolamento per la pianificazione degli impianti di telefonia mobile Umts e dell'aggiornamento del piano per l'inserimento delle antenne risale invece al 2005 ed è stato rivisto nel 2009 e nel 2013. Dagli aggiornamenti successivi sembra che l'antenna in questione, appartenente a Vodafone, dovesse essere delocalizzata in area portuale.

Adesso, l’importante è mettere l’area in sicurezza, non c’è dubbio.

Irene Rubino

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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