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la festa della liberazione a carrara 

Il prefetto: è la Costituzione la bussola per risollevarci

Il prefetto: è la Costituzione la bussola per risollevarci

CARRARA. Si definisce «uno dei pochi testimoni viventi» prima di riannodare i fili di quei giorni. Lui, Giorgio Mori, presidente onorario dell'Anpi provinciale e partigiano, ricorda bene quei giorni,...

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CARRARA. Si definisce «uno dei pochi testimoni viventi» prima di riannodare i fili di quei giorni. Lui, Giorgio Mori, presidente onorario dell'Anpi provinciale e partigiano, ricorda bene quei giorni, quelle ore. E allora nel suo intervento ringrazia le donne del luglio 1944, cita la lettera ricevuta dal colonnello Miller, ma anche lo «spirito ribelle» della città; ripercorre, come detto, quei giorni a ridosso dell'11 aprile 1945, il giorno della Liberazione di Carrara, senza scordare i dettagli; prima di concludere quei fili riportano ai giorni nostri e a quelle svastiche con cui sono stati imbrattati i cancelli della sede dell'Anpi di Carrara, nelle scorse settimane. Memoria e riflessione di scena a Palazzo civico, per un momento dedicato specialmente agli studenti presenti, in occasione della commemorazione dell'anniversario della Liberazione di Carrara, a 73 anni di distanza. E così, dopo la cerimonia con autorità civili e militari e con la deposizione di una corona al cippo del Comune (decorato con medaglia d’oro al Merito Civile), è iniziato il Consiglio comunale in forma solenne aperto da Michele Palma, presidente del consiglio comunale. «Da questi avvenimenti provengono le radici della nostra Costituzione e della nostra Repubblica», le sue parole prima di leggere quelle di Nardo Dunchi, partigiano e scultore. Dopo Palma si è passati poi al vicesindaco Matteo Martinelli (assente il primo cittadino Francesco De Pasquale, impegnato in Regione, come fatto sapere da piazza Due Giugno), prima del saluto («in particolare ai ragazzi») del prefetto Enrico Ricci. «I principi – ha detto il prefetto – della Costituzione sono frutto di queste vicende. Non sono principi vuoti, ma scritti in un italiano che raggiunge il cuore di tutti i cittadini. In queste circostanze si rischia di essere retorici: resto convinto che se vogliamo uscire dalla situazione di crisi dobbiamo ripartire proprio da quei principi. Leggete la Costituzione e applicatela per far sì che il nostro paese sia sempre migliore». Dopo le autorità la parola è passata, appunto, a Giorgio Mori; oggi presidente Anpi, al tempo partigiano poco più che ventenne. «Ci vollero scontri violenti – ha ricordato – e ci volle un giorno per far scendere le truppe alleate in città. La nostra è l'unica città del mondo che ha ricevuto la lettera di ringraziamento di Miller. A fine guerra Carrara centro era intatta, la sua magnifica piazza Alberica, i suoi palazzi: un miracolo fatto dalle donne del 7 luglio 1944. Emerge infatti nel nostro popolo nei momenti duri questo spirito ribelle. Un fuoco che non cessa mai». In chiusura, come anticipato, la sterzata sui recenti fatti di cronaca. Dopo l'excursus storico di Pierpaolo Ianni, dunque, il cerchio si è chiuso con gli interventi dei più giovani: studentesse e studenti di alcune scuole superiori carraresi. Tra questi chi ha riportato le parole di Piero Calamandrei, chi ha lavorato con Giorgio Mori e ha ripercorso le sue vicende e chi, infine, ha lasciato parlare la storia della signora Giuliana e i suoi ricordi, tra sfollamento, bombardamenti e, appunto, l'11 aprile, il giorno della Liberazione di Carrara.

Luca Barbieri

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