La manifestazione
«Doveva andare a 30 all’ora»
Il comandante della municipale: i dossi in quella strada risulterebbero pericolosi
MASSA. La Statale Aurelia è una strada ad alta percorrenza e per questo il posizionamento di dossi, come dissuasori della velocità, lungo la carreggiata, non è fattibile. Inoltre lì i limiti di velocità sono severi: 50 km orari nel rettilineo, che diventano 30 quando l’Aurelia passa attraverso il centro abitato di Turano e di Romagnano. Ci sono poi anche i periodici “controlli elettronici della velocità”, messi in campo dalla Polizia municipale proprio su quel tratto di strada dove nella notte tra lunedì e martedì sono state investite e uccise due persone, che attraversavano la strada. «Sulla viabilità di quella zona- spiega l’assessore al Traffico e vicesindaco del Comune di Massa Uilian Berti- il quadro è presto fatto. La strada è un rettilineo, non ci sono curve pericolose, o attraversamenti nascosti, o poco visibili. La visibilità è sempre totale. Le strisce pedonali ci sono e si vedono bene e anche l’illuminazione, proprio nel tratto dell’incidente, è buona. E ancora: come amministrazione comunale abbiamo investito nel controllo elettronico della velocità, che è in dotazione in forma mobile ad alcune auto della Polizia municipale e la maggior parte dei controlli si concentrano proprio sull’Aurelia. Infine, come tutti sanno la Statale è solo in gestione al Comune e per ogni lavoro o intervento c’è da chiedere l’autorizzazione all’Anas». Il comandante della Polizia municipale di Massa, Santo Tavella spiega: «Su una arteria come l’Aurelia i dossi artificiali risulterebbero un pericolo, perché questa strada viene percorsa giornalmente da una svariata tipologia di mezzi, non soltanto auto, ma anche e soprattutto mezzi pesanti, che non potrebbero circolare sui dossi. Per non parlare dei mezzi di soccorso, che necessitano di strade lisce. I dossi si usano nei centri città e tendiamo a farne un utilizzo moderato, perché sono pericolosi per motorini e biciclette». «Il problema della nostra Aurelia- conclude Berti- sta nella sua anomalia: la soluzione starà, quindi, nella costruzione della Variante su cui far confluire la parte di traffico più pericolosa per chi abita le città e guida per le sue strade».
Manuela D'Angelo
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