Il Tirreno

Da promessa del calcio a re delle vendite degli aspirapolvere

di Tommaso Silvi
Da promessa del calcio a re delle vendite degli aspirapolvere

L’avventura di Mirko Bertoncini, rappresentante della Folletto che dall’ottobre 2015 a oggi ha venduto 3.150 apparecchi  

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CARRARA. Digitando il suo nome su Google appaiono un mare di collegamenti. Tutti lo cercano. Tutti vogliono parlarci. Tutto vogliono conoscere la sua storia. Da promessa del calcio a certezza della vendita porta a porta di aspirapolvere. Solito modo di inquadrare la vita, con risultati, però, completamente diversi. Mirko Bertoncini a 32 anni è il miglior venditore della Folletto in Italia. Nel 2017 ha chiuso la bellezza di 1.540 contratti. Un passato nel settore giovanile dell’Empoli, con tanto di esordio in serie B nella stagione 2004-2005, a Bari, con Mario Somma in panchina, quindi qualche esperienza tra C1, C2 (anche nel Prato) e serie D. Poi una donna, il cambio di vita e la scoperta di un talento nascosto.

«Ho conosciuto mia moglie, Debora, a Sarzana. Suo padre – racconta Mirko – ha una gran carriera alle spalle in Folletto, e così ho deciso di tentare anche io, e ho iniziato a suonare i primi campanelli». Mirko, nato a Cascina ma trapiantato a Carrara, bussa alla prima porta nell’ottobre del 2015. Ed è subito bingo. «Avevo 29 anni, mi aprì una signora e riuscii a entrare in casa sua. Presi l’appuntamento, feci la dimostrazione e chiusi la vendita», dice il calciatore-venditore. Faccia pulita, sorriso sincero e un insegnamento alle spalle preziosissimo. Quello della vita di spogliatoio. Dove si deve imparare in fretta a calibrare le parole, a sapersi prendere responsabilità e silenzi, quando è necessario. «Non gioco più a calcio, ma affronto alla stessa maniera il mio lavoro. I campanelli suonati in settimana sono gli allenamenti, gli appuntamenti coi clienti, quando riesco a prenderli, rappresentano le partite. I Folletto venduti – spiega ancora il 32enne che sognava la serie A – naturalmente, sono i gol».

Poi ci sono i compagni. «Tutte le mattine ci troviamo al solito bar con gli altri venditori, anche se odio che ci definiscano così. Ecco, quello è il mio momento dentro lo spogliatoio. Lì ci scambiamo confidenze, parliamo di calcio, ci prendiamo in giro e poi partiamo per lavorare. Esco di casa poco prima delle 8 e torno la sera alle 21, a volte anche alle 22».

Applicare l’etica calcistica al commercio porta a porta funziona. Almeno nel caso di Bertoncini. Nel 2016, al suo primo anno intero da rappresentante della Folletto, è riuscito a vendere 1.371 apparecchi. Sono 3.150, invece, quelli totali venduti dall’ottobre 2015 a oggi. Una media mostruosa. Ma la vita lavorativa di Mirko non è tutta rose e fiori: «Molta gente mi sbatte la porta in faccia, altri mi mandando direttamente a quel paese. La gente oggi ha paura ad aprire la porta di casa – dice ancora Mirko, fresco di promozione all’interno dell’azienda – non è facile guadagnarsi la fiducia quando non sanno chi sei».

Nemmeno tre anni di Folletto e la vita di Mirko è cambiata: «Mi sono sposato e vivo a Marina di Carrara. Da due mesi ho anche una fantastica principessa di nome Viola. A me Folletto ha cambiato l’esistenza. E non è un spot pubblicitario, credetemi. Questo lavoro è fatto per chi ha ambizione, ama mettersi alla prova e lavorare a un obiettivo. Un po’ come nel calcio – conclude Bertoncini – un po’ come fare gol».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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