Il Tirreno

«Ci tenevamo a braccetto, poi è volata»

di Alessandra Vivoli
«Ci tenevamo a braccetto, poi è volata»

Parla Maria Giovanna l’amica di Enrica Barani: «L’ho vista stesa a terra, sotto a un telo. Provo tanto dolore, ma rabbia no»

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MASSA. «La signora che è morta camminava a braccetto con me. Era la mia amica. Camminavamo fianco a fianco. Eravamo quasi arrivate al marciapiede, alla pensilina dove doveva arrivare il pullman. Un secondo prima Enrica era accanto a me. Poi il furgone, le nostre mani che si sciolgono all’improvviso. Enrica l’ho vista tanti metri più avanti, era sdraiata a terra, era coperta da un telo».

E ancora.

«Si lo so, me lo hanno detto che il conducente del furgone aveva fatto uso di cocaina. Ma non riesco a provare rabbia: quando sono drogati è una cosa terrificante per loro, non hanno più il senso del dovere, del giusto. Non hanno più il senso di niente».

Il dolore. L’amicizia. La compassione. C’è tutto questo, e molto di più. Ci sono i valori e c’è la capacità di perdonare nel racconto di Maria Giovanna Chelli: «Una donna donna» così la descrive chi a Montignoso, dove è cresciuta, e a Marina di Massa, dove vive, la conosce bene.

È scossa Maria Giovanna. È appena stata da un medico. «Il cuore fa le bizze perché il dolore che provo è troppo grande».

Martedì alle 5 e 10 in una fredda mattinata di un aprile che sembra novembre, sulla via Aurelia ha visto morire l’amica Enrica Barani. «Quell’amica di una vita insieme, di quando eravamo ragazze, quella a cui si confida tutto».

Il furgone bianco guidato da Pietro Pelliccia (al volante sotto effetto della cocaina) le ha travolte in pieno. Ha sciolto i loro avambracci che si tenevano a braccetto e sbalzato Enrica a quasi venti metri di distanza. Uccidendola sul colpo. Questione di centimetri: le due donne camminavano vicine. Un momento dopo una di loro giaceva sulla statale priva di vita. Maria Giovanna è rimasta illesa: solo un forte stato di choc. In ospedale è rimasta fino a martedì sera, poi è voluta tornare a casa. Ieri ha accettato di parlare con Il Tirreno. E lo ha fatto con carattere, con semplicità. Da “donna, donna”.

«Mi ricordo tutto come fosse ora: quando abbiamo cominciato a attraversare la strada Enrica mi ha guardato negli occhi, mi ha sorriso: “Mary è il primo viaggio che faccio dopo la morte di mia sorella” - racconta Maria Giovanna - Eravamo quasi arrivate dall’altra parte. Quasi toccavamo il marciapiede».

Il momento esatto in cui è arrivato il furgone Maria Giovanna non lo ricorda. Ricorda benissimo invece il legame che la univa a Enrica, l’amica con cui aveva condiviso anche il dolore recente, la perdita della sorella. «Eravamo cresciute insieme, tutte e tre - ricorda - poi Enrica era andata via presto, si era sposata e trasferita a Empoli. Con la sorella Silvana lavoravamo insieme, eravamo legatissime e la nostra amicizia non è mai venuta meno, siamo diventate di famiglia. Lo sa che io i figli dell’Enrica li ho visti crescere? Erano così due bravi ragazzi, lei ne era orgogliosa».

Un rapporto cementato con gli anni, i contatti mantenuti sempre vivi e la decisione di quel viaggio insieme a Praga che avrebbe dovuto portare loro un po’ di svago dopo aver pianto tanto la scomparsa della sorella e amica.

«Adesso è difficile dire quello che provo, posso parlare solo del mio dolore, delle vibrazioni cattive che sento nel mio cuore» dice Maria Giovanna.

Un dolore enorme. Ma non la rabbia. Quella no. Nemmeno nei confronti dell’uomo che guidava il furgone che ha travolto e ucciso la sua amica (e anche il pensionato Carmine Rifugio) e che è risultato positivo alla cocaina.

«Fanno cose terribili quando si drogano, è come se non fossero più in sè - dice Maria Giovanna - Non lo sanno nemmeno loro cosa fanno, distruggono famiglie».

«Io l’ho detto subito: poveraccio anche lui perché per fare una cosa del genere deve avere una situazione disperata. Dopo l’incidente piangeva disperato, dentro al furgone. E io non riesco a provare rabbia. Io ho perso un’amica, lui ha la responsabilità di due vite, di due famiglie spezzate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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