Sicurezza
Una lapide per le donne massesi della Via del Sale
MASSA – Di nascosto, per non farsi vedere dai tedeschi e dalle spie repubblichine, andavano in spiaggia a riempire grossi secchi d'acqua di mare che poi avrebbero bollito per ottenere un po' di sale....
MASSA – Di nascosto, per non farsi vedere dai tedeschi e dalle spie repubblichine, andavano in spiaggia a riempire grossi secchi d'acqua di mare che poi avrebbero bollito per ottenere un po' di sale. Macinavano a piedi chilometri e chilometri lungo la via Vandelli, salivano monti, scavalcavano passi, dirette in Garfagnana o nella pianura Padana, e lì scambiavano il sale con della farina.
La battaglia delle donne apuane «combattuta in pianura contro la fame» – così la definì Piero Calamandrei – è stata ricordata dagli studenti dell'istituto d'arte Palma di Massa e dell'istituto Tacca di Carrara con un monumento che racconta delle impronte lasciate sulla Tambura da quelle donne. Un cippo dedicato alla “Via del sale” che è stato posto a Marina di Massa, accanto a quello dedicato ai caduti durante il conflitto, per ricordare il loro silenzioso sacrificio. Ad ideare l'epigrafe sono stati i ragazzi e le ragazze dell'istituto Tacca di Carrara, mentre a modellare il marmo con delle punte diamantate, sono stati Alessio Giunti, Michael Pieri, Elisa Calevro e Giada Sermattei della 5a del corso di arti figurative del Palma. Accanto alla lapide verrà posta anche una targa con una poesia di Angela Maria Fruzzetti, dal titolo “Impronte sulla neve”. cp
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