Il Tirreno

«Sembrava una scena di guerra»

«Sembrava una scena di guerra»

Choc sull’Aurelia: abbiamo sentito un botto forte, poi c’erano i corpi a terra

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MASSA. La signora Maria Battistini ha visto l’inferno sotto la finestra di casa. Ha visto i corpi a terra, ha sentito le sirene dell’ambulanza. E non ha esitato un attimo ad aprire la porta del suo appartamento, per metterlo a disposizione di chi avesse bisogno di un caffè o di un bicchier d’acqua. «Ho sentito un botto forte, molto forte - racconta la signora Maria - ho subito capito che era successo qualcosa. Quando mi sono affacciata sembrava di essere in guerra, quei corpi a terra, gente che scappava. I soccorritori sono arrivati subito ma intanto io ho fatto salire molte persone».

Fra queste persone sotto choc e sconcertate c’era l’amica di Enrica Barani, la settantaquattrenne deceduta sul colpo, travolta dal furgone sulle strisce pedonali. Proprio l’amica ha raccontato alla signora Maria di aver convinto Enrica a partecipare a quella gita.

Le era morta la sorella da poco tempo, quel viaggio a Praga, insieme agli amici di Marina di Massa dove Enrica era cresciuta prima di trasferirsi a Vecchiano, prima, e a Empoli dopo dove viveva con il marito e i due figli, doveva essere l’occasione per tirare un po’ il fiato, per distrarsi. «La sua amica stava davvero molto male- ricorda la signora Maria - le hanno fatto tutti i controlli e poi hanno deciso di portarla in ospedale. Non riusciva a riprendersi dallo choc». Gli altri componenti della comitiva, invece, sono partiti per Praga: la gita organizzata dall’Aci di Marina di Massa, per motivi legati all’assicurazione - così fanno sapere dalla sede centrale - non poteva essere annullata.

Le immagini della tragedia sono rimaste impresse negli occhi e nei volti di molti nel quartiere di Romagnano dove è avvenuto l’incidente che è costato la vita a due persone, Enrica Barani e l’ottantunenne Carmine Rifugio, ori ginario di Sarno ma residente da vent’anni a Massa. «Io stavo lavorando nel laboratorio - dice il fornaio Cesare Lazzarotti - il rumore del violento impatto qui è arrivato un po’ attutito, tanto che all’inizio non avevo idea di quello che era successo. Quando mi sono affacciato, fuori dal negozio, c’erano già le ambulanze, l’Aurelia era chiusa e c’era molta gente in strada». E fra chi è sceso in strada c’erano molti residenti del posto «Qui c’era la guerra: la gente a terra, un corpo coperto dal telo, altri che scappavano. Sono stati momenti drammatici, ma su questa strada si corre troppo noi questo lo diciamo da tempo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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