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Da Sarno a Massa, una seconda giovinezza

Da Sarno a Massa, una seconda giovinezza

MASSA. Un viaggio che aspettavano da tanto tempo, il giorno prima Maria Rosaria era andata a farsi i capelli dalla vicina. Direzione Praga. «Era contenta di partire, sapevo soltanto che si sarebbero...

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MASSA. Un viaggio che aspettavano da tanto tempo, il giorno prima Maria Rosaria era andata a farsi i capelli dalla vicina. Direzione Praga. «Era contenta di partire, sapevo soltanto che si sarebbero mossi molto presto. Una coppia di persona meravigliose, non trovo nemmeno le parole. Dei vicini fantastici e delle brave persone. Brave. Davvero».C’è poco da dire. Quando la stima e l’affetto sono veri le parole scendono giù dallo stomaco e risalgono su per gli occhi. Che si gonfiano di lacrime. E c’è poco da aggiungere oltre a «brave persone. Brave davvero». È così.

Carmine non ce l’ha fatta. All’ospedale era arrivato in codice rosso, condizioni difficilissime. Si sperava di riuscire a fare un miracolo, la sua tempra aveva resistito all’urto. La speranza è durata poco, poi i medici hanno dovuto constatare che non ce l’aveva fatta. Poche ore dopo la morte della compagna di viaggio Enrica, anche Carmine è andato via.

Si erano trasferiti diciotto anni fa, già in pensione. Arrivati da Sarno, punta nord della provincia di Salerno. Andati via quando i figli, quattro maschi, avevano preso altre strade. Biografia collettiva di un sud senza pace. Due dei loro ragazzi erano finiti per lavoro tra Massa e la provincia. E così Maria Rosaria Corrado e Carmine Rifugio, 81 anni, hanno lasciato casa e sono partiti anche loro. Scelte di cuore. D’altronde si sa: fino a un certo punto i figli come satelliti gravitano attorno ai genitori. Poi la gravità cambia verso, l’allineamento s’inverte e casa tua diventa un posto finora sconosciuto.

Ma Maria Rosaria e Carmine si sono ambientati subito. Un angolo di sud al nord. Chi li ha conosciuti li ricorda mentre il rosso infiamma gli occhi. Non serve dire troppo. Nel pomeriggio dopo l’incidente Maria Rosaria è ancora in ospedale con la spalla fratturata e le costole rotte. Quando si riprende chiede di Carmine. I figli arrivano, uno dalla Spagna l’altro da Brescia. Gli altri due sono al suo fianco. Sarà difficile dirle che il suo Carmine non ce l’ha fatta. Purtroppo quel furgone non gli ha lasciato scampo. (l.r.d)

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