Il Tirreno

«Ci licenziano e qui lavorano di sabato»

«Ci licenziano e qui lavorano di sabato»

Presidio davanti allo yard del Pignone dei lavoratori dell’indotto: «Sono sposato da pochi giorni, pensavo di costruirmi un futuro»

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CARRARA. «Dicono che ci hanno licenziato perché non c’è lavoro: eppure qui lavorano anche oggi che è sabato»: a parlare è Luca Mura, Rsu Uil e dipendente della Vivaldi & Cardino srl, un’azienda che si occupa di pulizie industriali operante allo yard nuovo Pignone. Mura è tra gli 11 operai della ditta in via di licenziamento. Ieri mattina lui e i colleghi hanno presidiato lo stabilimento di viale Zaccagna ad Avenza insieme ad alcuni lavoratori di Logistics & painting, Bcube, Tc imballaggi.

A gestire il lavoro per il Nuovo Pignone è la Oma, azienda attiva nella produzione di pezzi di ricambio e componenti per macchinari industriali. «Oma ci ha detto che non intende assumerci perché siamo troppo sindacalizzati – ha spiegato Mura – nonostante il nostro operato sia stato impeccabile. Non ci sorprende: là dentro turni di 12 ore sono all’ordine del giorno. Eppure il motivo non è solo questo: noi siamo stati assunti un anno e mezzo fa a tempo indeterminato. Loro invece si rivolgono a due agenzie interinali per fare contratti da due, tre mesi al massimo. Uno dei cantieri in cui abbiamo lavorato è gestito in parte dal Pignone e in parte da Mammoet, una grande azienda con sede in Olanda che ha preso la lavorazione in subappalto da Oma. Dal momento che Mammoet, ha preteso da Oma un pagamento puntuale, i rapporti tra le due si sono congelati. Il nostro calvario è iniziato lì».

Il lavoro di verniciatura era affigato a Logistics & painting, azienda di verniciatura e sabbiatura dei macchinari all’interno del Nuovo Pignone. Oma, viene spiegato, le avrebbe tolto il subappalto. A febbraio Logistics aveva annunciato ben 23 licenziamenti, poi ritirati o meglio sospesi, come precisa uno dei suoi dipendenti, Icham Elcarcuri: «Torneranno sui loro passi. Già da lunedì alcuni di noi saranno in cassa integrazione. Per il momento siamo stati invitati a prendere ferie».

Anche i lavoratori di Vivaldi & Cardino avevano cominciato prendendo ferie, lavorando a turnazione, a febbraio dell’anno scorso. «Dopo circa tre anni di contrattini con la vecchia azienda che prima faceva parte dell’indotto, eravamo finalmente stati assunti a tempo indeterminato – racconta Cristian Zanantoni, 29 anni, iscritto a Fiom – nonostante il Job’s act. Pensavamo di aver trovato una piccola isola felice, anche perché nel territorio il lavoro scarseggia. Ho lavorato in questa ditta per un anno e mezzo. Sembra che Oma voglia prendere in mano tutta l’azienda per buttare fuori tutto i dipendenti sindacalizzati. Chiediamo delle risposte».

Cristian ha una moglie e una bambina, e non è il solo a essere impegnato a costruirsi una famiglia. Denis Fiaselli, 34 anni, si è sposato sabato 1 aprile in comune, a Lerici: «Ho cominciato a lavorare qui nel 2012 con la ditta precedente, a settembre 2015 ho cominciato con Vivaldi che ha preso questo ramo della metalmeccanica e si è appoggiata a noi per beneficiare della nostra esperienza. Noi giovani avevamo voglia di affacciarci alla vita, pianificare un matrimonio, magari dei figli; speravamo di aver cominciato un lavoro che ci portasse no dico alla pensione, ma alla stabilità sì. Invece si sono innescate delle dinamiche indipendenti dal nostro operato, sempre lodato. Chiediamo al Nuovo Pignone di vigilare per mantenere l’alta qualità del lavoro».

«A me manca un anno e mezzo alla pensione – ha dichiarato Renzo Puntelli, 59 anni, Rsu e membro del direttivo provinciale della Fiom – ma mi sento addolorato per questi ragazzi cui viene negata la possibilità di costruire il futuro. La procedura di licenziamento è stata avviata ai primi di marzo 2018, da quel momento sono scattati i 75 giorni di tempo per trovare le condizioni di ricollocamento a livello sindacale e istituzionale. Non ci prendano in giro dicendo che non c’è lavoro, siamo venuti ad Avenza per mostrare a tutti che qui i lavoratori fanno gli straordinari. Continueremo coi presidi. La settimana scorsa siamo stati in prefettura con le segreterie provinciali di categoria. Oggi tocca a noi, domani a chi?».

Irene Rubino

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