Il Tirreno

Alex Zanardi, la felicità è in bici - Foto

di Camilla Palagi
Alex Zanardi, la felicità è in bici - Foto

Il campione di handbike protagonista della due giorni di gare paralimpiche sul lungomare di Marina di Massa

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MASSA. «A causa di qualcosa, o per fortuna, oggi sono qua. Credo che rendere un’opportunità ciò che accade ci permetta di incrociare la felicità». Il segreto per vivere felici, secondo Alex Zanardi, è appunto quello di far della necessità una virtù. Classe 1966, della carriera da pilota di Formula 1 e Champ Car, Zanardi oggi ne fa un ricordo.

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Lontani i momenti di gloria che lo hanno portato a salire sui podi di tutto il mondo grazie alla velocità delle automobili che guidava. Lontani i circuiti di Imola, Bologna e Long Beach. E lontano il testacoda del 2001 che determinò la fine della sua carriera da pilota "normodotato" (e apparentemente anche la fine della suavita per il prete del circuito di Lausitzring che gli diede l’estrema unzione).Più vicina, però, per l’uomo oggi sembra essere la felicità. E della felicità parla quando racconta del mezzo che attualmente lo appassiona più delle automobili: «La verità è che mi piace andare in bicicletta», dice Alex Zanardi a pochi minuti dalla partenza della "Due giorni di mare", la prima delle tre competizioni previste per la IV edizione della Gara ciclistica internazionale paralimpica, che si è tenuta ieri e che continuerà anche oggi sul litorale di Marina di Massa.

Una gara competitiva che ha lo scopo di favorire il reinserimento sociale e migliorare il trattamento post - traumatico delle persone portatrici di handicap. «Siamo quasi sempre ciò che gli altri vorrebbero che fossimo - racconta Zanardi - attraverso Obiettivo3, l’iniziativa socio-solidale di cui sono promotore, vorrei che anche i giovani con handicap che desiderano fare sport ne abbiano la possibilità». Alla gara hanno partecipato anche i campioni Vittorio Podestà, Francesca Porcellato e Paolo Cecchetto, insieme ad altri 170 atleti paralimpici provenienti da diversi paesi esteri.

Molte le organizzazioni a sostegno dell’iniziativa dell’Anmil, l’associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, tra le quali: l’associazioni sportive "Ciclo Abilia", "Anmil Sport Italia" e "A.fa.p.h. Onlus".

«Una bella manifestazione che è cresciuta rispetto all’edizione dello scorso anno» - ha commentato il presidente dell’Afaph, Daniele Carmassi. «Grazie alla collaborazione fra Afaph e Ciclo Abilia, gli atleti si sentono come a casa loro. La pista permette di allenarsi con facilità e in molti hanno scelto questa giornata rispetto ad altre gare proprio perché ci raggiungevano volentieri. Spero che l’amministrazione prenda la gara come un appuntamento fisso da inserire in calendario, in 3 giorni sono accorse circa 400 persone. Anche a livello di turismo è una manifestazione interessante».

Un evento patrocinato dal Ministero della Giustizia, dalla Regione Toscana, dal Comune di Massa, dall’Uci, unione ciclistica internazionale, dalla federazione ciclistica italiana, dal comitato italiano paralimpico, dal comitato regionale Toscana del Cip, dal ConiI, dagli Alpini sezione Alpi Apuane, dalla Vab, Vigilanza Antincendi boschivi della Protezione civile e di Frates sezione Massa.

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