La manifestazione
Sit-in permanente per fermare i tagli
Sale la protesta dei 23 dipendenti della “Vivaldi e Cardini” a rischio licenziamento. Si parla anche di cassa integrazione
MASSA. Hanno un tavolino di legno, sedie, una brandina e ombrelli per coprirsi dal sole: gli operai della Vivaldi e Cardino si sono arredati una saletta proprio fuori dai cancelli di Baker Hughes Ge (l’ex Nuovo Pignone) di Massa. Un sit-in permanente deciso dall’assemblea dei lavoratori contro la procedura di licenziamento collettivo per 13 operai aperta a marzo dall’azienda.
Al momento due lavoratori sono ancora in forze all’interno dello stabilimento carrarese, mentre fino a lunedì in cinque di loro sono in carico ad Omya, azienda di granulati, per un piccolo appalto di servizi. Si avvicina però, il 13 data in cui si terrà l’ultimo incontro e in cui scadono i 45 giorni previsti dalla legge, a partire dall’apertura della procedura di licenziamento, per trovare un accordo in sede sindacale, poi ci saranno altri 30 giorni in cui sarà saranno coinvolte le istituzioni. E questa volta Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm non sono molto ottimisti perché, come sottolineato da Michele Folloni, Fim Cisl, «la situazione è stagnante». Per questo sindacati e lavoratori, dopo gli scioperi già messi in atto nel mese di marzo, alzano il livello della loro protesta. Da giovedì mattina, quindi, si danno appuntamento nel piazzale di via Dorsale, dalle 8 alle 17, proprio come se fosse un regolare turno di lavoro, con una pausa pranzo per rifocillarsi. Questa mattina, invece, dalle 8 alle 12 si sono trasferiti di fronte allo yard di viale Zaccagna, ad Avenza «per dimostrare che il lavoro c’è, ma vengono sfruttati gli straordinari» dichiara la Rsu Renzo Puntelli, del direttivo Fiom Cgil, secondo cui «La situazione è grave e siamo fortemente preoccupati perché non abbiamo ancora ricevuto una risposta dall’azienda per un’eventuale ricollocazione».
Vivaldi e Cardino svolge attività sostanziali per concludere i mega moduli come la preservazione dei quadri elettrici o la pulizia dei manufatti meccanici; operazioni da appaltare a qualche altra ditta. Ad esempio Oma, azienda che ha chiuso un appalto proprio con Vivaldi e Cardino, e che sta assumendo personale a tempo determinato. «Oma ci ha detto no perché siamo fortemente sindacalizzati – aggiunge Puntelli – ma se far parte di un sindacato oggi è diventato fuori legge allora c’è da discuterne». «Non dimentichiamoci che fino a fine 2019 allo yard di Avenza il lavoro è previsto» dichiara Giancarlo Leorin, della Uilm. Ma i sindacati guardano al futuro visto che «un’altra azienda ci ha comunicato che a breve attiverà la cassa integrazione ordinaria per scarichi di lavoro» conclude Folloni.
Benedetta Bianchi
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