Il Tirreno

Segherie nel mirino della Procura

di Melania Carnevali
Segherie nel mirino della Procura

Cinque attività sotto indagine per marmettola e oli esausti Li avrebbero abbandonati nei piazzali di lavoro

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MASSA. Hanno abbandonato rifiuti speciali ovunque nei piazzali di lavoro. Oli esausti, marmettola, petrolio, benzina, catrame. Tutti trattati come fossero acqua. Liberi di infiltrarsi nella terra, scivolare nei fiumi e nei torrenti, inquinare le falde. Per questo cinque laboratori del marmo della provincia di Massa-Carrara sono finiti nel mirino della Procura. Uno è stato sottoposto a sequestro nei giorni scorsi. E il numero delle ditte sotto inchiesta sembra destinato a crescere. «Quasi tutti i laboratori del marmo lavorano in situazioni di illegalità. Questo è solo l’inizio di una serie di controlli che vogliamo portare avanti come procura», commenta il procuratore capo Aldo Giubilaro, che ieri mattina ha partecipato alla presentazione a Seravezza del resoconto dell’attività di controllo previsto dal piano speciale delle cave (leggi articolo accanto).

Un’altra maxi inchiesta sul mondo del marmo apuano portata avanti dal pool della procura di Massa formata da due magistrati, Alessia Iacopini e Alberto Dello Iacono, più un gruppo di polizia giudiziaria che ormai si sta specializzando in materia. Dopo l’inchiesta al monte che ha messo sottosopra una ventina di cave tra Massa e Carrara, adesso il mirino della procura è puntato sulle segherie. Sei i laboratori controllati nei mesi scorsi, dopo alcuni esposti. Cinque sono risultati non a norma dal punto di vista della normativa ambientale.

«Prenda come esempio le fognature». Le fognature? «Sì, le fognature: una volta si buttava tutto dentro le fognature. Oggi in quasi tutti i laboratori del marmo funziona così: si butta dove capita». Cioè il mondo come una fognatura. Usa questa metafora il procuratore capo per spiegare il contenuto dell’inchiesta. Non rivela nomi delle segherie, a malapena il luogo. L’oggetto già è un po’ più chiaro. Si tratta di illeciti ambientali. Quanti, di quale portata e quante persone siano coinvolte invece è ancora avvolto nel mistero. L’inchiesta della procura è alla fase zero. «In quasi la totalità dei laboratori controllati sono stati trovati rifiuti come oli esausti ovunque. Non c’è alcun rispetto della normativa ambientale», continua Giubilaro.

Un po’ come succede nelle cave. Prendiamo ad esempio la marmettola. Dovrebbe essere stoccata e portata nelle discariche apposite. Questo, sistematicamente, sul monte, non succede (o almeno, non succedeva prima che la Regione girasse la vite dei controlli): viene abbandonata dove capita e poi, con la pioggia, finisce direttamente nei corsi d’acqua, come dimostra il colore bianco dei fiumi apuani. Qualcosa di simile succede nei laboratori. Solo che il rifiuto speciale finisce in luoghi diversi in base a dove è collocata la segheria. Un torrente, un campo, una strada.

Succedeva spesso anche negli anni Novanta. Le segherie all’epoca, a Massa, erano quasi tutte piazzate lungo il Frigido, e scaricavano i resti della lavorazione direttamente nel corso d’acqua. La valle del fiume era diventata un deserto bianco. Così il Comune decise di spostarle (quasi tutte) in zona industriale per un investimento che costò circa cinque miliardi delle vecchie lire. Peccato che il Frigido continui a essere bianco e che a valle continuino a esserci situazioni al limite della sicurezza ambientale.

«Questo protocollo firmato lo scorso anno – continua Aldo Giubilaro – è importantissimo e sta portando dei risultati concreti. In genere non mi piacciono i protocolli, ma questo ha veramente stanziato risorse importanti. Detto questo non bisogna illuderci che basti. Bisogna fare anche un importante lavoro di sensibilizzazione: bisogna cambiare la mentalità di chi lavora in questo settore. L’origine del problema è qui, anche in una sottovalutazione dei rischi ambientali da parte chi ci lavora».

Il procuratore lancia poi un appello anche ai Comuni: «È importante che anche loro, nel loro ambito di competenza, collaborino per far rispettare le leggi. Dopo aver dato le autorizzazioni, è importante che controllino».

MelaniaCarneval. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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