Attenzione
Rossi: il nostro piano funziona
Da quando è attivo il protocollo non ci sono più stati incidenti mortali
SERAVEZZA. «Ambiente, salute delle persone, ricchezza da ridistribuire. L’obiettivo è ritrovare questi valori. Lo abbiamo dimostrato con il piano paesaggistico che tutela il paesaggio sotto i 1. 200 metri e adesso lo stiamo facendo con questo piano speciale per le cave. E i risultati incominciano a vedersi». Il governatore Enrico Rossi parla tra gli interventi dei procuratori e delle forze dell’ordine, tra slide, numeri e promesse. Esprime soddisfazione per il primo anno di attuazione del protocollo firmato l’anno scorso a gennaio e i cui risultati sono stati illustrati ieri mattina al teatro delle Scuderie Granducali di Seravezza, da dove si scorgono e fanno capolino le prime vette imbiancate di marmo.
Un protocollo nato dalla volontà di rendere più sicuro il lavoro in cava (poi ampliatosi all’ambiente): su questo fronte i dati sembrano avallare l’ottimismo. È sì vero infatti che dal 2006 al 2016 erano diminuiti gli infortuni in cava (da 174 a 61). Ma è anche vero che erano aumentati quelli mortali. Dal 2006 al 2016 nelle sole cave delle Alpi Apuane ci furono dieci morti bianche: 1 nel 2006, 1 nel 2007, 1 nel 2010, 1 nel 2012, 2 nel 2015 e 4 nel 2016. Nel 2017 e nel 2018, anno in cui è entrato in vigore il protocollo, non ci sono stati morti. «È una vera azione di squadra – dice – il governatore –. L’esempio di una pubblica amministrazione che non lavora a compartimenti stagni: certo per abbatterli ci vuole fatica, ma è la dimostrazione che si può fare».
L’azione coordinata che il presidente toscano sottolinea e che invita a proseguire è quella che riguarda i controlli (ma anche i corsi di formazione, gli studi e le attività di sensibilizzazione) per rendere le cave del comprensorio apuo-versiliese che estraggono marmo e le aziende che lo lavorano, luoghi più sicuri per i lavoratori, ma anche più rispettose di ambiente e paesaggio.
Il piano straordinario per la sicurezza nelle cave approvato a maggio 2016 si sarebbe dovuto concludere nel 2018. Ma già l’anno scorso, a dicembre, la giunta ha deciso una proroga fino al 2020: la Regione, attraverso l’Asl, ha programmato di assumere fino a 25 nuovi tecnici del lavoro e 8 geologi e ingegneri. Sono stati stanziati 2 milioni per i primi due anni. Un altro mezzo milione è servito all’acquisto di 17 fuoristrada indispensabili per l’accesso in cava e altri i mezzi. Altri 750 mila euro sono stati aggiunti a dicembre del 2017, per proseguire il progetto. Finora sono operativi dieci tecnici della prevenzione, 1 geologo e 3 ingegneri. Altri due geologi e tre ingegneri sono in fase di assunzione. E poiché, se le ispezioni aumentano, è logico aspettarsi che anche il lavoro di procure e tribunali possa crescere, la giunta regionale ha deciso anche di mettere a disposizione delle procure (a proprie spese) personale amministrativo del sistema sanitario e giovani del servizio civile.
Ieri mattina, durante la presentazione, c’erano anche i tecnici di Regione, Asl e Arpat. C’erano i procuratori Aldo Giubilaro di Massa Carrara e Pietro Suchan di Lucca, Fabio Maria Gliozzi vice-procuratore di Firenze e Valeria Fazio procuratrice generale a Genova. C’erano il colonnello dei carabinieri forestali Maurizio Folliero e il contrammiraglio Giuseppe Tarzia della direzione marittima della Toscana. E poi i sindaci e amministratori del territorio. La novità per il 2018 è che anche la capitaneria di porto entrerà nei circuito di controlli insieme ad Asl, Arpat, carabinieri. Il loro monitoraggio sarà incentrato sulle acque.
Ieri è intervenuto anche il vicesindaco di Massa, con delega all’ambiente, Uilian Berti, che ha puntato il dito sulla sicurezza. «Da amministratore – racconta – sono dovuto andare su luoghi di tragedie. Vorrei che si facesse ancora di più. Guardiamo ad esempio gli assetti societari. Succede sempre più spesso che all’interno dei laboratori si creino delle cooperative di lavoratori, che sono dipendenti di fatto, ma lavorano da autonomi, in modo che la società risulti con meno dipendenti. Questo, però, li porta ad avere carichi di lavoro più pesanti, perché lavorano a cottimo. E, a risentirne, è inevitabilmente la sicurezza».
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