Il Tirreno

Menchini: ripeto, amministrazione negativa

di Benedetta Bianchi
Menchini: ripeto, amministrazione negativa

I suoi sostenitori raccolgono le firme per le primarie, l’avvocato però frena: voglio vedere chi ci sta

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MASSA. I sostenitori di Sergio Menchini stanno raccogliendo le firme per partecipare le primarie di centro sinistra. L’avvocato-professore ha dato indicazioni ai suoi di ritirare i moduli dal comitato organizzativo costituitosi alcuni gorni fa e di riempirlo di firme di sostenitori – 2-300 il numero richiesto – un modo, anche, per capire la consistenza del gruppo di persone pronto a sostenere il progetto nero su bianco.

Ma la scelta finale se consegnare o no quei moduli allo scadere del tempo, vale a dire domani (come ha deciso la “macchina” delle primarie) non è ancora stata presa. Ovvero: non è ancora sicuro se Menchini deciderà di entrare nell’agone delel primarie di centrosinistra, o se opterà di rinunciarvi e di presentarsi, comunque, direttamente alle elezioni di giugno con le sue liste civiche.

Menchini si prepara dunque a sciogliere le riserve, intanto sottolinea di «non essere rappresentato da partiti o associazioni, ma di essere un cittadino indipendente che valuta se prendere parte ad un certo tipo di competizione». E ribadisce che un punto fondamentale a cui non rinuncerà è sapere e decidere fin da ora la coalizione con cui correre: «Deve essere circoscritta alle associazioni, partiti o forze che aderiscono alle primarie e sarebbe corretto se tutti i candidati sottoscrivessero un impegno per cui la coalizione parte ed arriva così come sarà composta l’8 aprile». Per il candidato a sindaco, infatti, «non è pensabile che in base agli esiti delle primarie qualcuno si possa unire al carro o sganciarsi». Per definire il concetto fa alcuni esempi: «Se vincessi io le primarie, so già che avrò a sinistra un fronte di fuoco. Se le vincesse Volpi, sempre che decida di parteciparvi, è probabile che non abbia quel fronte di fuoco perché potrà avere la forte tentazione di dire “entriamo anche noi nel carrozzone”, e questo non sarebbe corretto».

Insomma, Menchini vuole sapere prima quali saranno i suoi “compagni di viaggio”e chiede che siano leali. E che condivideano il suo progetto incentrato su un forte cambiamento e su una svolta rispetto alla situazione attuale «che si connota – dice – per un forte immobilismo con la conseguenza che la città di Massa si trova in una situazione socio economica non facile».

Insomma, l’avvocato-candidato si mette alla finestra in attesa delle decisioni del Pd, di Volpi e delle altre componenti del centrosinistra. Ma su un punto, Menchini è chiarissimo: «Mi sta a cuore il confronto all’interno delle primarie tra le progettualità e le idee che non sono omogenee, anzi sono profondamente diverse dalle mie ed è per questo che mi preoccupano molto i documenti espressi del Partito democratico che prendono le mosse dal riconoscimento esplicito della bontà del lavoro dell’amministrazione guidata dal sindaco uscente Volpi, che mesi fa era in discussione e di cui ora vogliono una continuità», dichiara l’avvocato, che senza mezzi termini, vuole «vincere per cambiare». «Non mi interessa fare l’assessore o il vicesindaco, ma cambiare la città e se ci sono le condizioni bene, altrimenti resto qui nel mio studio» chiarisce ancora. Quando il candidato parla di immobilismo e inerzia si riferisce anche al Regolamento urbanistico perché «un’amministrazione che ha cinque anni davanti non può ridursi a presentarlo a gennaio, a quattro mesi dalla scadenza elettorale; oltretutto – conclude – è un atto abborracciato e la prova è che ad ogni chiarimento tecnico dei consiglieri i lavori si fermano. Il mio è un giudizio negativo sui contenuti, sul merito e sul metodo».

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