Attenzione
Mammografia, super macchina per l’esame 3D
Al Civico arriva il tomografo. Anche per le biopsie Sulle attese: chi ha un problema non aspetta
MASSA. A chi non ha una laurea di medicina affissa al muro, la parola tomosintesi non dice molto. Dice molto di più la parola cancro e sapere che quella fatidica tomosintesi è uno strumento per “scovarlo” prima e meglio, il cancro, vale più di tante complesse parole.
Perché la tomosintesi - rieccola la parola - applicata ad un mammografo consente di realizzare una più profonda scansione della mammella, consente - per dirla in parole semplicI - di vederla in 3d. L’immagine mammografica non si comprime in un piano e questo permette una migliore visualizzazione, riducendo la percentuale di immagini dubbie. Una nuova tecnologia e un nuovo software che permette di effettuare, sotto guida 3d, anche la biopsia. Questo significa che, utilizzando un’apposita poltrona, visualizzando le immagini trimensionali di tomosintesi e, seguendo quelle immagini, viene prelevato il campione da destinare alle analisi. Così, in un’unica seduta, è possibile visualizzare l’eventuale massa tumorale e prelevare il campione. Tempi di esecuzione dell’esame e di lettura del referto leggermente allungati, ma potenzialità diagnostiche dilatate. Un sistema innovativo nel segno della prevenzione e di un più rapido intervento sul tumore al seno. E la conferma dell’ eccellenza senologica di Carrara. Il tomografo e il sistema per la biopsia in 3d è stato, infatti, installato in uno dei due mammografi ospitati al civico.
Macchina potente e affidata - per proseguire la metafora - al migliore dei piloti perchè la senologia punta su un nome che è eccellenza. Chiara Iacconi, 40 anni, coordina tutta l’attività mammografica dell’aslona, è lei ad aver creato un percorso di prevenzione in quel di Carrara ed è lei ad essere stata incaricata dalla direttrice generale Maria Teresa De Lauretis di esportarlo oltre i confini apuani quel modello. È proprio la dottoressa Iacconi, infatti, alla presenza della direttrice e di Tito Torri, responsabile della radiodiagnostica di tutta l’aslona, a spiegare che il tomografo sarà utilizzato per gli approfondimenti. Non per l’attività di screening - per chiarire - ma per gli accertamenti nel caso la tradizionale mammografia 2d abbia sollevato il dubbio di un possibile cancro o non abbia fornito una risposta soddisfacente. Se, infatti, le attività di screening si svolgono in tutto il territorio provinciale (2 mammografi sono a Carrara, 1 a Fivizzano e 1 a Pontremoli), sarà accentrata in quel di Carrara la verifica con tomosintesi. Un investimento di 145.000 euro nel segno della prevenzione. Senza dimenticare che il macchinario è a disposizione per accertamenti anche extra screening.
Mammografia e prevenzione: la direttrice De Lauretis ci tiene a sottolineare che gli impegni presi sono stati rispettati. Il Pal (piano di programmazione sanitaria) parlava chiaro: polo oncologico, senologia, radioterapia, prevenzione senologia. Per l’azienda il taglio del nastro del tomografo è la conferma che quanto promesso si è tradotto in atti.
Impegni rispettati, quindi, nonostante alla parola mammografia troppo spesso siano associate - impropriamente secondo l’Asl - le parole lista e attesa. Chiara Iacconi e Tito Torri ci tengono però a chiarire che l’attesa non esiste per le urgenze, nè per chi rientra nelle campagne di screening. Nel 2018 la Regione toscana ha deciso che le donne coinvolte nello screening non sono soltanto quelle tra i 50 e i 70 anni, ma anche quelle tra i 45 e i 50 e le over 70, fino al settantacinquesimo anno di età. Non solo, tra i 45 e i 50 anni - parola della Regione - gli screening al seno devono ripetersi ogni anno e non ogni due. Cambiamento rilevante sia per la diagnosi e la prevenzione del tumore, sia per la popolazione coinvolta: nella nostra provincia le donne interessate allo screening sono passate da 14.000 a 20.000.
Concetto chiaro: chi è in età da screening, vienec ontattatato, visitato e, in caso di sospetto tumore, seguito passo passo. Chi ha avuto un tumore, ha un canale “preferenziale” che accompagna la donna per ben 10 anni. Chi, invece, ha un’urgenza perché ha avvertito dolori e percepito noduli viene visitato - parola di Iacconi e Torri - senza lista di attesa. Ergo: se qualcuno aspetta è perché fa un esame senza presentare sintomatologia. Esame che non risulta , quindi, motivato.
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