Sicurezza
Lunedì niente udienza Processo verso prescrizione
MASSA. Il processo sull’alluvione di Aulla non ha pace. Deve ripartire da capo, perché il giudice che ha seguito il procedimento, Giovanni Sgambati, è stato trasferito alla corte di appello di...
MASSA. Il processo sull’alluvione di Aulla non ha pace. Deve ripartire da capo, perché il giudice che ha seguito il procedimento, Giovanni Sgambati, è stato trasferito alla corte di appello di Firenze e il Csm ha deciso di non applicarlo per terminare il lavoro che aveva svolto a Massa su questo caso. L’udienza era stata fissata per lunedì 9 aprile, ma verrà rinviata perché ancora non c’è il nuovo giudice (arriverà alla fine di maggio) e manca anche il presidente del tribunale. Quindi è tutto fermo. Con la prescrizione che incombe. Se non si arriva a sentenza di primo grado entro la prossima primavera le parti civili non potranno neppure chiedere il risarcimento dei danni.
È vero che in molti casi i testi dovranno solo confermare quanto raccontato, ma è anche vero che sarà possibile per le parti fare nuove domande o chiedere chiarimenti. Insomma, almeno due o tre udienze verranno perse soltanto per questo. Poi bisognerà calendarizzare nuove date per arrivare alla fine di una vicenda datata 2011 e nella quale Enrica Pavoletti, 78 anni, e Claudio Pozzi, 59 anni. Alla sbarra ci sono i dirigenti provinciali Giovanni Menna, Gianluca Barbieri, Stefano Michela. A processo anche Lucio Barani, ex sindaco di Aulla e oggi senatore, Roberto Simoncini, primo cittadino alla data dell’alluvione, i dirigenti del Comune di Aulla (con competenze nel settore urbanistica, lavori pubblici e protezione civile) Franco Testa, Giuseppe Lazzerini, Mauro Marcelli e Ivano Pepe, l’ex vicesindaco e assessore comunale aullese Gildo Bertoncini e Giovanni Chiodetti, ex assessore comunale alla protezione civile. Vengono contestati, a vario titolo, i reati di omicidio e disastro colposo. Il rischio prescrizione ora è altissimo. Se non in primo grado, nel secondo.
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