Sicurezza
«L’Accademia esisteva anche prima del dottor Casani»
Il Consiglio Accademico: l’agenzia di promozione esterna non poteva essere accettata per la normativa in vigore
CARRARA. Finora, aveva parlato il direttore Luciano Massari. Adesso, sull’affaire Accademia, è il Consiglio Accademico a intervenire sul caso delle dimissioni del dottor Giancarlo Casani da presidente dell’Istituzione. E il Consiglio Accademico - composto da dieci docenti compreso il direttore Massaro, è eletto dalla totalità dei circa sessanta professori (resta in carica tre anni) - mette subito in chiaro una cosa: «L’Accademia esisteva prima del dottor Casani e i numerosi docenti, gli ex Presidenti e gli ex Direttori hanno svolto negli anni un lavoro didattico al passo con i tempi (come dimostra tra l’altro la messa in opera dell’isola robotica e la creazione del Dipartimento di Nuove Tecnologie dell’arte, il primo nelle Accademie italiane), un lavoro di recupero e di valorizzazione del Patrimonio artistico librario e immobiliare, un lavoro volto alla internazionalizzazione dell’Istituto attraverso Convenzioni europee e extraeuropee, in un’ottica di collaborazione con le istituzioni pubbliche (Comune, Provincia e Regione) e private». E ribattono: «Per quanto riguarda il grave giudizio espresso dal Presidente sul Consiglio Accademico e in genere sui docenti come persone che “hanno una visione che va dal Frigido al Carrione”, gli consigliamo di andare a guardare gli atti approvati nel tempo dal Consiglio Accademico, così come i nomi di coloro che hanno lavorato e lavorano in Accademia, o che da questa sono stati chiamati per conferenze o workshop».
Il nodo dell’agenzia di promozione. Scrive il Consiglio Accademico: «I compiti del Consiglio accademico, eletto dalla totalità dei docenti, sono quelli di decidere le linee-guida dell’attività didattica e culturale dell’Istituzione, e di vagliare pertanto le diverse proposte nel rispetto delle normative vigenti. Nel caso riportato dal dottor Casani il Consiglio si è trovato di fronte alla proposta avanzata da lui stesso di deliberare in merito al conferimento di uno specifico incarico ad una agenzia privata di promozione e comunicazione da lui ingaggiata per promuovere il conferimento del diploma honoris causa a Massimo Bottura (da lui indicato e accettato dal Consiglio accademico) e della qualifica di professore onorario a Maurizio Cattelan (su indicazione del Consiglio accademico, con un progetto didattico specifico e concessione di borse di studio per gli studenti per 30.000 euro, messe a disposizione dall’artista) il 23 aprile 2018. Tale spesa, come da affermazione del Presidente, sarebbe stata quantificabile in circa 45.000 euro: denari che in parte il Presidente affermava di poter coprire con sponsorizzazioni private e che in parte, per una quota di 5.000/10.000 euro chiedeva di prelevare dal bilancio dell’Accademia».
«Problema di opportunità e di normative»: la ricostruzione del Consiglio Accademico. Il Consiglio Accademico, si ricostruisce, «ha messo in discussione in primis l’opportunità di dare incarico per la promozione dell’evento a un’agenzia di comunicazione, considerando che quest’anno l’Accademia, su richiesta del Presidente, ha nominato al suo interno un addetto stampa a seguito di pubblico concorso e anche che Bottura e Cattelan sono già seguiti da uffici stampa di importanza internazionale che si possono coordinare per questo evento. Il Consiglio ha di seguito spiegato che, essendo la nostra una istituzione pubblica, non solo non poteva procedere ad un incarico diretto, ma non poteva assolutamente destinare a tale voce la cifra di 45.000 euro, somma fuori soglia, anche se proveniente in buona parte da sponsorizzazioni private, come proposto dal dott. Casani, per rispetto della normativa vigente, che recita: “non si possono effettuare spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza, per un ammontare superiore al 20 per cento della spesa sostenuta nell’anno 2009 per le medesime finalità” (legge 9 aprile 2009, n.33). In poche parole: anche se il Consiglio fosse stato d’accordo sulla proposta in sé, non avrebbe potuto accettarla poiché la normativa lo impediva.
Le altre spese proposte dal dottor Casani. «Segnaliamo - aggiunge il Consiglio Accademico - che già in precedenza il dott. Casani aveva proposto alla nostra Istituzione spese difficilmente sostenibili dal punto di vista etico ed economico, come quella relativa al restyling del sito, spesa da lui quantificata in 35.000 euro. In realtà poi il sito fu rinnovato per la modica cifra di 2.500 euro con il contributo progettuale dei professori dell’Accademia. Risulta comunque del tutto incomprensibile il motivo per cui il dottor Casani abbia deciso di dimettersi dalla Presidenza, non accettando le ipotesi proposte dal Consiglio di amministrazione di mettere in diretto contatto l’agenzia da lui indicata con gli sponsor, sollevando in tal modo l’Accademia da ogni responsabilità economica e giuridica». E ricorda: «Anche prima dell’avvento del dottor Casani, l’Accademia ha sempre mantenuto strettissimi rapporti con il suo territorio dal punto di vista progettuale e culturale, tanto con l’amministrazione pubblica (il Comune, la Regione e la Provincia di Massa-Carrara), quanto con quella privata (La Fondazione Cassa di Risparmio), come testimoniano le numerose iniziative condivise: dalla presenza dell’Accademia nelle Biennali di Scultura alle mostre estive promosse dalla nostra Istituzione e condivise con il Comune. Va ricordato, tra l’altro, che la Regione Toscana premiò il progetto dell’Accademia “Arte e informazione”, che il Ministero affidò all’Accademia l’organizzazione del “Premio delle Arti”, e che la Soprintendenza approvò e condivise il nostro progetto del restauro della Gipsoteca».
«Si attribuisce meriti di altri». Quello del Consiglio Accademico è un crescendo di critiche al presidente uscente: «Va segnalato che ben prima del suo avvento come Presidente sono iniziati i lavori di recupero del patrimonio dell’Accademia e in particolare della gipsoteca e della marmoteca e degli Archivi Storici della Biblioteca, il restauro del Teatro anatomico, avviato il progetto di messa a norma di Palazzo del Principe, grazie anche al supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, testimoniato dalle due grandi mostre: D’Apres Canova e Il tempo di Elisa, ospitate a Palazzo Binelli. L’importante lavoro di recupero del Patrimonio è culminato nel nuovo allestimento delle pitture, delle incisioni, delle sculture dell’Accademia, realizzato nel 2014, come documentato dal volume L’Accademia di Belle Arti e il suo Patrimonio. In quella occasione fu anche recuperato il marmoreo Altare degli Uomini Illustri e furono restaurati i Pugilatori di Antonio Canova. Con grande disinvoltura il dott. Casani si attribuisce quindi meriti, idee e progetti non suoi, portati invece avanti da altri. Tra questi, cita il Master di Scultura digitale come sua iniziativa, accusando il Consiglio Accademico di non volerlo promuovere. E sa bene che il Master è stato proposto dal Consiglio Accademico e approvato dal Miur anni orsono e che la nostra è stata la prima Accademia d’Europa a dotarsi di un’isola robotica e ad aprire un Dipartimento di Nuove Tecnologie dell’Arte».
Il Master non è partito per mancanza di aule. «Purtroppo - osserva il Consiglio Accademico - il Master di Scultura digitale non è ancora partito a causa della cronica carenza di aule didattiche atte a far svolgere 1.200 ore di lezione in ambienti attrezzati. Mancanza a cui l’attività presidenziale avrebbe dovuto fornire una risposta concreta, come ad altre problematiche importanti ed impellenti, e una soluzione in tempi accettabili. Sottolineiamo anche che i recenti restauri delle vetrate della manifattura Chini situate al piano nobile di Palazzo del Principe e della Sala del Campionario dei Marmi, ma anche il progetto di collaborazione di una Summer School in collaborazione con Galleria degli Uffizi, sono frutto di una proposta esterna che l’Accademia ha accettato; mentre per i restauri della Sala della Vittoria e della Nike si è adoperato il Direttore con il corpo docente. Lo stesso si sta occupando, in collaborazione con i docenti dell’Accademia, della nuova catalogazione delle opere appartenenti alle collezioni dell’istituzione, del recupero del fondo antico e del riallestimento dell’ala del Palazzo del Principe al fine di un’esposizione museale aperta al pubblico. E il processo di internazionalizzazione dell’Accademia è iniziato ben prima dell’arrivo del dottor Casani».
La vocazione internazionale. Nel loro ampio documento, i componenti del Consiglio Accademico ricordano: «L'Accademia di Belle Arti di Carrara è un’istituzione di Alta Formazione Artistica e Musicale del Miur, a forte vocazione internazionale da più di mezzo secolo; circa il 50% dei suoi studenti è di provenienza internazionale, perlopiù extraeuropea; da circa vent’anni è attiva nel Progetto Erasmus (studio e docenza) in partenariato con trenta università europee; fin dal suo lancio nel 2009 ha aderito al Progetto ministeriale Turandot del Miur per studenti cinesi e sarà attivato un corso di lingua e cultura italiana coordinato con l’Università per stranieri di Siena; negli ultimi anni la nuova Direzione ha attivato specifiche convenzioni per scambi di studenti e docenti con prestigiose università in Giappone, tra cui l’Università di Iwate; fa parte di una rete di Accademie professionalizzanti in Europa “Thinking With Your Hands, within a digital age” (insieme alla Royal Academy of Art the Hague, Accademia di Rotterdam, Royal College di Londra e le Accademie di Scandinavia e Norvegia); ha accordi con le Accademie di Changchun, Guanghzou, Renmin Pechino e San Pietroburgo (altre sono in via di definizione); per ben due volte è stata invitata all’International Cultural Forum (Sessione Fine arts) in Russia ed all’Assembly of Academy of Arts; collabora con la Citizen Columbus Foundation di New York e ospiterà gli studenti della Columbia University di New York nei corsi di scultura in marmo, tecniche di fonderia, pittura e incisione della Summer School». «Tutto questo - puntualizzano - senza bisogno di aiuto da parte del dottor Casani, che non era dovuto in quanto attività che non gli competono come Presidente. Il Consiglio Accademico, infine, vuole ricordare al dott. Casani che compito dell’Accademia, in primis, è occuparsi della didattica. L’Accademia stabilisce un piano di crescita numerica annuale in base alla propria capacità ricettiva senza svilire l’alta offerta formativa. Gli studenti si iscriveranno alla nostra Accademia proprio perché l’offerta formativa, creata dalle competenze di tutto il personale, sarà apprezzata e riconosciuta».
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