Il Tirreno

«Chiederò un euro di risarcimento»

«Chiederò un euro di risarcimento»

L’escort Francesco Mangiacapra: adesso il vescovo e Colombi potranno chiarire le loro posizioni, insieme a don Morini

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MASSA. Le sue rivelazioni hanno dato il via all’indagine su don Luca Morini. E ora l’avvocato escort Francesco Mangiacapra si appresta a costituirsi parte civile, nell’udienza del 13 giugno, assistito dai legali Luca Benedetti e Michela Biasini.

«A don Morini chiederò un euro, come risarcimento simbolico– spiega Mangiacapra – quello che mi interessa è che si faccia giustizia e che la verità finalmente venga fuori».

Per quel che riguarda poi il rinvio a giudizio del vescovo Mangiacapra afferma: «Ognuno potrà adesso prendersi le proprie responsabilità nella misura in cui è coinvolto. Sono quindi contento che sia il vescovo che Emiliano Colombi avranno modo di chiarire le loro posizioni. Credo inoltre che a monsignor Santucci non debba spaventare la durata dei processi, anche la vicenda di don Morini è andata avanti, per la curia, fin troppo tempo». Mangiacapra lancia poi un appello a Morini. «Visto che adesso è stato sospeso dal Vaticano e visto che anch’io, a furia di fare battaglie mi sono ritrovato senza lavoro, perché non andiamo insieme a Pechino Express (la trasmissione di Rai 2 condotta da Costantino Della Gherardesca). Visto che non ha mai viaggiato senza soldi e nei paesi poveri sarebbe per lui una grandee esperienza».

È questo il commento a caldo di Mangiacapra sul rinvio a giudizio del vescovo della curia di Massa Carrara e Pontremoli, monsignor Giovanni Santucci. Il vesscovo andrà a processo con l’accusa di tentata truffa e impiego indebito di denaro. E sfilerà davanti al giudice il prossimo 13 giugno insieme all’ex sacerdote Emiliano Colombi e a don Morini, il parroco (sospeso dal Vaticano) la cui vicenda ha dato il via alla maxi indagine. Una pagina triste della curia apuana e un punto fermo quello messo ieri mattina all’una e venti in tribunale a Massa con la richiesta di rinvio a giudizio per il vescovo e per Colombi.

Don Morini – nel corso della prima udienza preliminare (l’8 marzo) aveva avanzato attraverso i suoi legali Tullio Padovani e Giovanna Barsotti la richiesta di rito immediato ed era stata già fissato l’avvio del processo a suo carico il prossimo 13 giugno. Proprio in quel giorno saranno riunite – su disposizione del gup Giovanni Maddaleni – anche le altre posizioni, quella di monsignor Santucci e di Emiliano Colombi, l’ex sacerdote attualmente insegnante di religione a Capezzano Pianore.

«Sarà un grande show a beneficio dei media»: questo il commento a caldo del professor Adriano Martini il legale di monsignor Santucci. Il vescovo a processo dovrà difendersi dall’accusa di impiego indebito di denaro e di tentata truffa (la prima ipotesi accusatoria era quella di frode ma è stata riformulata). Mentre per Emiliano Colombi (assistito da Giuseppe Del Papa e Maria Cristina Babboni) l’accusa è di riciclaggio.

L’avvocato del vescovo: decisione errata, Santucci è innocente. Non usa mezzi termini il professor Martini che per il suo assistito, il vescovo Santucci, aveva chiesto il non luogo a procedere. «Mi aspettavo questa decisione ma è totalmente errata». E scendendo nel dettaglio, e in particolari sulle ipotesi accusatorie avanzate nei confronti del monsignore spiega: «È già stata dimostrata la sua innocenza, non si sta giudicando se ha fatto bene o male a dare quei soldi a don Morini, ma se si sia appropriato di denaro di cui non poteva disporre. Ebbene così non è stato perché ha impiegato quel denaro potendone disporre».

Il riferimento è a quei mille euro che il vescovo, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe prelevato dalle Pie Fondazioni Legate per destinare a don Morini che lo pressava con richieste continue di soldi. Denaro che, come è stato messo nero su bianco nelle carte della Procura, il monsignore molto spesso aveva sborsato dal suo conto personale. «Per quel che riguarda poi la tentata truffa all’assicurazione Cattolica (secondo l’accusa per fare avere un vitalizio a don Morini ndc) bisogna considerare che il reato di truffa prevede due condotte vincolanti: l’artificio o il raggiro – insiste il professor Martini – Qui non se ne ravvisa nessuna delle due».

La posizione di Emiliano Colombi. Nell’inchiesta che vede come principale protagonista (anche per il numero di accuse di cui dovrà difendersi) don Luca Morini è finito con una posizione marginale anche Emiliano Colombi. L’accusa mossa nei suoi confronti è quella di riciclaggio.

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