Sicurezza
Quei centri lunigianesi che combattono l’autismo
In Lunigiana una trentina i ragazzi affetti da disturbi gravi e in regime di cura A Bagnone e Aulla in funzione due strutture gestite da Anfass e Società della salute
AULLA. La domenica di Pasqua si è celebrata la Giornata mondiale dell’autismo e la Società della Salute della Lunigiana coglie l’occasione per fornire alcuni numeri su questo disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell'interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale, che provoca ristrettezza d'interessi e comportamenti ripetitivi. Queste caratteristiche comportamentali possono manifestarsi con gradi e livelli di intensità diversi. L’unità funzionale Salute mentale Infanzia e adolescenza (Ufsmia) zona Lunigiana, guidata dalla neuropsichiatra infantile, dottoressa Isabella Bernazzani, ha attualmente in carico circa 30 bambini/adolescenti affetti da Disturbo dello Spettro Autistico (DSA), di età compresa tra i 3 e i 18 anni. Al raggiungimento della maggiore età, da alcuni anni è attivo un protocollo che attiva il passaggio ai servizi per l’età adulta, gestiti dall’Unità Funzionale Salute Mentale Adulti (Ufsma).
Inoltre, c’è un dato di sicuro interesse, su cui riflettere, ed è rappresentato dal fatto che si segnala, negli ultimi anni, un aumento dei bambini che giungono precocemente, ovvero entro i 3 anni, al servizio.
I bambini con sospetto disturbo dello Spettro Autistico possono arrivare all’Ufsmia Zona Lunigiana a seguito di somministrazione del questionario M-Chat (Modified Checklist for Autism Toddlers), che identifica i fattori di rischio per lo spettro autistico e che viene somministrato dai pediatri di libera scelta nelle visite di controllo del 18° mese di vita. Oppure possono arrivare al servizio sempre tramite il pediatra di base (senza M-CHAT) o su input degli insegnanti della scuola dell’infanzia o dei genitori stessi. I bambini entrano nel percorso diagnostico e vengono valutati, attraverso l’utilizzo di strumenti clinici strutturati e non, dall’equipe specialistica, che è composta da neuropsichiatra infantile, psicologo, terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva e, se è presente l’uso del linguaggio, dal logopedista. Completata la fase di valutazione dei bambini, viene consegnata ai genitori una relazione contenente la proposta del percorso riabilitativo ambulatoriale all’interno dell’Ufsmia Zona Lunigiana, per la precisione presso i presidi di Aulla in piazza Craxi 22 e Pontremoli presso l’ospedale Sant’Antonio Abate (telefono 0187423034 - 0187420093), o, in alcuni casi, un trattamento semiresidenziale intensivo presso i centri Anfass (Centro Il Calicanto/Il Casolare).
Per quanto concerne le strutture presenti sul territorio, da anni in Lunigiana c’è il Centro Anfass “Raffaello cresce“ per adolescenti autistici, con sede ad Aulla, a gestione integrata tra operatori Anffas e specialisti dell’ufsmia e dell’Ufsma, che effettua trattamento riabilitativo semiresidenziale per minori affetti da autismo a partire dai 16 anni fino all’età adulta. L’Ufsmia gestisce inoltre, unitamente al servizio sociale della SdS Lunigiana, il Centro socio – educativo “Edu@play“, con sede a Bagnone, che accoglie fino a 6 bambini, di età compresa tra l’ultimo anno della scuola dell’infanzia e il termine dell’obbligo scolastico, affetti da disabilità complessa (ritardo mentale, sindromi genetiche, cromosomiche) e tutti accomunati da un grave disturbo della comunicazione.
Gianluca Uberti
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