Gioco
«Coltivo zafferano: col lavoro nei campi corono il mio sogno»
La storia di Francesca: da cuoca a produttrice agricola “In ginocchio sulla terra ho trovato la mia dimensione”
CARRARA. «Quando sono con le mani dentro la terra, in ginocchioni nei campi. In quei momenti sento che quello non è solo il mio lavoro. È la mia vita. È tutto quello che vorrei fare e che non cambierei con nulla».
È un’entusiasta Francesca Morandi, anche in una giornata di pioggia. Anche dopo che la neve, prima, il gelo e la grandine poi le hanno portato via una buona parte del raccolto. Da due anni a questa parte Francesca, originaria di Darfo Boario Terme, trapiantata prima a Tellaro, poi a Sarzana e infine, quattro anni fa - dopo il matrimonio - a Carrara, la vita di Francesca (classe 1975) è scandita dal sorgere del sole, dal tempo e dalle stagioni. Due anni fa ha infatti deciso di dare una svolta alla sua vita: diplomata alla scuola alberghiera di Boario aveva lavorato come cuoca in ristoranti e pasticcerie. Due anni fa ha sentito il richiamo della terra, quella terra che vedeva ogni mattina dalla finestra della sua casa, a Bonascola. Ha deciso di mettersi a coltivare i terreni dei suoceri e, in particolare, di coltivare lo zafferano diventando la produttrice di nicchia di un prodotto ricercatissimo.
«Io ho sognato subito di coltivare lo zafferano anche se è davvero faticosissimo, la sfida mi piaceva - racconta Francesca - Faccio tutto a mano, e da sola: i 5000 bulbi di zafferano comportano grandi cure e grandi fatiche. Fra fine ottobre e i primi di novembre devi raccogliere i fiori e devi farlo tutte le mattine, molto presto, perché non si devono aprire. Devi “sfiorare” lo zafferano, togliere i tre pistilli che ti servono e farli essicarli. Poi finiscono in laboratorio dove vengono invasettati». Un lavoro lungo, faticoso: «di tutti quei fiori, una volta essicati, ne resta soltanto un terzo - racconta Francesca - Ma ne vale veramente la pena. Adoro il colore viola dello zafferano, adoro quella macchia di colore che fiorisce in autunno inoltrato, proprio quando i colori della campagna virano al giallo e al verde».
Non solo zafferano. La passione per la terra di Francesca ha dato altri frutti, o meglio tutta una serie di verdure che costituiscono la produzione, di nicchia, della sua azienda “Il pinzimonio”.
«Io parto dal seme, non dalle piante “già fatte” - precisa - e vado sempre alla ricerca di prodotti particolari che possono i pomodori mirtillo, le zucchine gialle, la zucca spugna e quella a spaghetti. Naturalmente produco anche pomodori, melanzane, cetrioli, insalata tutta verdura di stagione : proprio come negli orti di una volta».
Un grande lavoro, a contatto con la terra e un metodo di vendita che quella terra cerca di rispettarla in pieno.
«I miei clienti mi chiamano, mi chiedono cosa ho quel giorno e in base alle loro esigenze, e alla mia produzione, vado a raccogliere e preparo le cassette - sottolinea Francesca - Non lo faccio mai prima. Anche perché la campagna va rispettata e non si butta via niente».
Infatti Francesca con una filiera davvero a chilometro “meno di zero” produce anche marmellate, sughi e conserve: insomma prodotti naturali e verdura colta direttamente dal campo. Questo in perfetta sintonia con il mangiar bene e con il massimo rispetto della natura. «Il mio lavoro non posso quantificarlo, se c’è il solo vado avanti per 15 anche 15 ore - conclude Francesca - Ma il fatto è che questo per me non è un lavoro, non potrei definirlo così. Questa per me è la mia vita che non potrei immaginare in modo diverso».
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