Il Tirreno

«Coltivo zafferano: col lavoro nei campi corono il mio sogno»

di Alessandra Vivoli
«Coltivo zafferano: col lavoro nei campi corono il mio sogno»

La storia di Francesca: da cuoca a produttrice agricola “In ginocchio sulla terra ho trovato la mia dimensione” 

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CARRARA. «Quando sono con le mani dentro la terra, in ginocchioni nei campi. In quei momenti sento che quello non è solo il mio lavoro. È la mia vita. È tutto quello che vorrei fare e che non cambierei con nulla».

È un’entusiasta Francesca Morandi, anche in una giornata di pioggia. Anche dopo che la neve, prima, il gelo e la grandine poi le hanno portato via una buona parte del raccolto. Da due anni a questa parte Francesca, originaria di Darfo Boario Terme, trapiantata prima a Tellaro, poi a Sarzana e infine, quattro anni fa - dopo il matrimonio - a Carrara, la vita di Francesca (classe 1975) è scandita dal sorgere del sole, dal tempo e dalle stagioni. Due anni fa ha infatti deciso di dare una svolta alla sua vita: diplomata alla scuola alberghiera di Boario aveva lavorato come cuoca in ristoranti e pasticcerie. Due anni fa ha sentito il richiamo della terra, quella terra che vedeva ogni mattina dalla finestra della sua casa, a Bonascola. Ha deciso di mettersi a coltivare i terreni dei suoceri e, in particolare, di coltivare lo zafferano diventando la produttrice di nicchia di un prodotto ricercatissimo.

«Io ho sognato subito di coltivare lo zafferano anche se è davvero faticosissimo, la sfida mi piaceva - racconta Francesca - Faccio tutto a mano, e da sola: i 5000 bulbi di zafferano comportano grandi cure e grandi fatiche. Fra fine ottobre e i primi di novembre devi raccogliere i fiori e devi farlo tutte le mattine, molto presto, perché non si devono aprire. Devi “sfiorare” lo zafferano, togliere i tre pistilli che ti servono e farli essicarli. Poi finiscono in laboratorio dove vengono invasettati». Un lavoro lungo, faticoso: «di tutti quei fiori, una volta essicati, ne resta soltanto un terzo - racconta Francesca - Ma ne vale veramente la pena. Adoro il colore viola dello zafferano, adoro quella macchia di colore che fiorisce in autunno inoltrato, proprio quando i colori della campagna virano al giallo e al verde».

Non solo zafferano. La passione per la terra di Francesca ha dato altri frutti, o meglio tutta una serie di verdure che costituiscono la produzione, di nicchia, della sua azienda “Il pinzimonio”.

«Io parto dal seme, non dalle piante “già fatte” - precisa - e vado sempre alla ricerca di prodotti particolari che possono i pomodori mirtillo, le zucchine gialle, la zucca spugna e quella a spaghetti. Naturalmente produco anche pomodori, melanzane, cetrioli, insalata tutta verdura di stagione : proprio come negli orti di una volta».

Un grande lavoro, a contatto con la terra e un metodo di vendita che quella terra cerca di rispettarla in pieno.

«I miei clienti mi chiamano, mi chiedono cosa ho quel giorno e in base alle loro esigenze, e alla mia produzione, vado a raccogliere e preparo le cassette - sottolinea Francesca - Non lo faccio mai prima. Anche perché la campagna va rispettata e non si butta via niente».

Infatti Francesca con una filiera davvero a chilometro “meno di zero” produce anche marmellate, sughi e conserve: insomma prodotti naturali e verdura colta direttamente dal campo. Questo in perfetta sintonia con il mangiar bene e con il massimo rispetto della natura. «Il mio lavoro non posso quantificarlo, se c’è il solo vado avanti per 15 anche 15 ore - conclude Francesca - Ma il fatto è che questo per me non è un lavoro, non potrei definirlo così. Questa per me è la mia vita che non potrei immaginare in modo diverso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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