Cadavere nel bosco, s’indaga sui vestiti
Difficile che qualcuno lo abbia portato lì: si tratta di un uomo alto e corpulento
FOSDINOVO. Un cadavere senza volto, senza documenti addosso o segni di aggressione. Nessun segno di riconoscimento e nessuna chiamata per denunciare scomparse compatibili con i pochi elementi a disposizione. Il morto della Spolverina per adesso difende il suo mistero, di sé ha rivelato un solo particolare: è morto prima del 24 marzo. L’orologio che portava ha le lancette ferme a prima del cambio con l’ora legale.
Si è potuto così avere un termine da escludere: oltre quella data, il 10 marzo appunto, non dovrebbe essere morto. A meno che non fosse sbadato, ma con un orologio da polso c’è da credere che sia più improbabile dimenticare di spostare le lancette molto a lungo.
Il ritrovamento è avvenuto grazie a due escursionisti la mattina di Pasqua in un avvallamento della strada della Spolverina, che collega le alture di Fosdinovo a Castelpoggio. A indagare è la squadra mobile apuana, coordinata dal sostituto procuratore Alessandra Conforti.
La scarsità di elementi a disposizione costringe gli inquirenti a una minuzia notevole, nel valutare i particolari e formulare ipotesi. Il ventaglio di opzioni è molto ampio e perdersi su una falsa pista è un pericolo da scongiurare.
Si parte dai punti fermi. Il vestiario, intanto. L’abbigliamento trovato addosso al cadavere è piuttosto curato. Non vestiti raccolti o lisi, ma capi piuttosto curati e ben tenuti. Questo permette di collocare all’interno di un certo gruppo sociale l’uomo, probabilmente una persona benestante. Non qualcuno spinto ai margini della società, costretto a vivere di espedienti senza soldi in tasca.
In seconda battuta va presa in considerazione la modalità del ritrovamento. L’uomo trovato infatti era una persona piuttosto ben piazzata. Alto almeno un metro e ottanta e piuttosto pesante, muscoloso. «Per portarlo via sono servite quattro persone - spiega Antonio Dulvi Corcione che coordina le indagini - e questo ci dice una cosa. Non avendo segni di taglio sui vestiti, e non avendo noi trovato tracce di sangue addosso o intorno al cadavere, è difficile, se di omicidio dovesse trattarsi, che qualcuno abbia potuto trasportarlo lì senza colpo ferire. Possibile dunque la strada del malore».
Ipotesi che si sposa con la posizione nella quale è stato trovato. Rannicchiato, quasi in posizione fetale. Come a volersi nascondere. Restano i cosiddetti esami delle impronte papillari, predisposti dalla scientifica ma ostacolati in parte dal cattivo stato di conservazione della pelle sulle mani. Per l’autopsia occorerà ancora aspettare. (l.r.d.)
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