Il dolore
Unione dei comuni, il centrodestra si sfila
Difficile la via dell’accordo trasversale sul presidente. I “ribelli”: «Pensiamo a convenzioni tra di noi»
LUNIGIANA . Domani si terrà l’assemblea all’Unione dei Comuni, convocata per le 17.30, per eleggere il nuovo presidente che guiderà l’ente per i prossimi tre anni. Mai come questa volta però l’elezione propone una vera e propria frattura tra i sindaci di centrodestra e quelli afferenti al centrosinistra.
Il centrosinistra ha il vantaggio numerico esprimendo 9 componenti su 13, ma è ancora chiuso in conclave per decidere un candidato unitario per non incorrere in sorprese durante il voto, come accadde nella scorsa elezione quando si spaccò conferendo i voti necessari ad eleggere Riccardo Ballerini come presidente.
Questa volta un accordo trasversale è stato impossibile da trovare e in una nota stampa i sindaci di Casola, Villafranca, Licciana e Tresana, - Ballerini, Bellesi, Belli e Mastrini - chiariscono la loro posizione: «Eravamo disponibili a realizzare quell'unità che a parole tutti vogliono, ma che in realtà ancora una volta ha lasciato spazio alle ambizioni personali, supportate da un partito, il Pd, che nessuno ormai capisce più, a partire dai suoi ex elettori».
Un ragionamento aperto dai sindaci del centro destra nei mesi scorsi, partendo da una candidatura che fosse condivisa da tutti: «Non abbiamo mai posto veti, avremmo anche potuto sostenere un sindaco di centro sinistra ed in tal senso Annalisa Folloni, Riccardo Varese e Roberto Valettini sono buoni testimoni. Purtroppo però le modalità operative del Pd hanno portato ad una scelta interna, di cui domani questi signori ci vorrebbero informare per poi passare al voto giovedì. Un film già visto con i governi Renzi e Gentiloni, nei quali l'impegno era esclusivamente volto ad occupare le caselle mancanti».
Un metodo non condiviso e soprattutto poco redditizio: «I risultati di queste scelte poi sono sotto gli occhi di tutti. Anche sulla questione rifiuti, per spirito di collaborazione, sperando di fare l'interesse generale, ci siamo messi a disposizione. Purtroppo però, nonostante il servizio, rispetto al passato, sia garantito di più e meglio, dobbiamo rilevare come dei risparmi non ci sia traccia. Idealservice ritiene sia colpa dell'Unione, l'Unione di Idealservice, ma alla fine nessuno risolve il problema. Ecco, è così che il Pd gestisce le situazioni, pensando alle poltrone e non ai problemi degli utenti». Lo strappo si consumerà con un ammutinamento: «Domani solo uno di noi si presenterà per comunicare la nostra indisponibilità e giovedì potremmo anche decidere di non partecipare al voto. Venerdì ci metteremo al lavoro per valutare le alternative: stiamo pensando alla possibilità di attivare convenzioni fra noi per uscire dall'Unione». (c.b.)
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