Toscana
Scandalo appalti, il palazzetto nel mirino
Un membro della commissione per l’assegnazione lavori accusato di turbativa d’asta. Avrebbe pilotato la gara
MASSA. Il terremoto della sanità spezzina colpisce anche Massa con una presunta turbativa in un appalto relativo all’Asl apuana per l’emissione di titoli di efficienza energetica per degli immobili dell’Erp e la falsificazione di un verbale di gara, sempre nell’azienda sanitaria, per la costruzione del palazzetto dello sport. A scoprirlo le fiamme gialle spezzine, che hanno pedinato e intercettato le persone raggiunte dalle ordinanze di custodia cautelare eseguite ieri mattina in Liguria: in carcere sono finiti Massimo Buccheri, dirigente del settore Patrimonio dell’Asl 5, i dirigenti Domenico Atzei e Giuseppe Casalini della Mindray, la multinazionale cinese con sede a Milano che si occupa di strumentazione ospedaliera e il rappresentante di zona dell’azienda Emanuele Fiore. Ai domiciliari gli imprenditori liguri Luigi Morgillo e Riccardo Marangoni, l’imprenditore catanese Antonino Salvatore D’Arrigo e alcuni professionisti del biomedicale: i liguri Massimo Sisti e Alberto Corbani, il cremonese Carlo Patti e Aldo Pini. Le accuse sono per Buccheri turbativa d’asta, corruzione, concussione e rivelazione del segreto d’ufficio e falso in atto pubblico mentre i rappresentanti della multinazionale corruzione e turbativa d’asta. Gli altri a diverso titolo sono accusati di turbativa d’asta e corruzione in concorso. Ma tra gli indagati ci sono anche tre apuani membri della commissione che ha assegnato la gara del palazzetto.
Il caso del palazzetto è quello che rischia di fare maggior rumore: in una intercettazione Buccheri dice chiaramente che è soltanto grazie a lui che il consorzio Integra ha vinto la gara, dato che faceva parte della commissione giudicante. Una gara da 2,8 milioni di euro bandita dal Comune per l’affidamento dei lavori nella struttura in via Oliveti. Buccheri sostiene che è stato lui, in qualità di presidente, a far fuori le due concorrenti di Integra, facendo leva sui tempi di consegna, considerati da chi doveva giudicare troppo brevi («mentre come offerta tecnica non erano messe male»). Lui il giorno in cui si è riunita la commissione a Massa non c’era. I suoi spostamenti sono stati monitorati. Da qui l’accusa di falso. Il dirigente del settore Patrimonio dell’Asl 5 batte cassa con un quadro del consorzio (non indagato), tutto registrato da una intercettazione ambientale nel suo ufficio: «Visto che su Massa ti è arrivata la sentenza definitiva del discorso che adesso è fermo, a titolo così di cortesia personale, visto che in commissione c’ero io e vi ho fatto vincere la gara tra le altre cose mi potresti far lavorare a Massimo Sisti di Ms Impianti, ti dispiace?». Il quadro di Integra dice che farà di tutto per accontentarlo. Anche se i suoi margini di trattativa con la cooperativa sono minimi: «Non so». A questo punto Buccheri gli rivela chi avrebbe vinto: «La Clc di Livorno (che poi farà ricorso)».
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