Il dolore
La morte risale a un mese fa
L’uomo ritrovato dagli escursionisti alla Spolverina indossava delle sneakers e un orologio
FOSDINOVO. Quel cadavere scoperto per caso sulla strada della Spolverina si trovava lì da meno di un mese. Anche se ancora non è stata effettuata l’autopsia gli inquirenti sono abbastanza sicuri di questo perché l’uomo - di mezza età - quando si è avventurato per i boschi tra Fosdinovo e Castelpoggio aveva un orologio al polso. Che si è fermato a un’ora precisa di un giorno preciso. Questo indizio di fatto fa svanire la prima ipotesi formulata dalla squadra mobile e dal sostituto procuratore Alessandra Conforti: quei resti trovati il giorno di Pasqua da due escursionisti, che avevano lasciato la via principale per fare una scorciatoia, non appartengono a Paolo Luciani, sparito nel novembre del 2015 da Sarzana.
Ma l’unica denuncia di scomparsa presentata nella zona è questa e quindi vuol dire che la persona che ha perso la vita nei boschi lunigianesi è partitoa da un’altra provincia, oppure da un’altra regione. Gli inquirenti per questo stanno spulciando la banca dati. Ma al momento senza alcun risultato. Gli indizi in mano a Corcione sono pochi, ma a colpire è l’abbigliamento dell’uomo senza vita. Al momento del decesso calzava delle sneakers di marca Adidas, adatte a una camminata piuttosto che a un’escursione. Compatibili con la strada della Spolverina, meno con il terreno accidentato dove è stato ritrovato il cadavere, orrendamente sfigurato dagli animali. Ma l’uomo potrebbe avere avuto un malore ed è essere rotolato giù nell’avvallamento. Per questo non è stato visto prima, perché è finito dietro a un cespuglio che lo ha nascosto fino a domenica.
Comunque ci sono tutti gli elementi del giallo, più o meno come successo per il ritrovamento sul Sagro, un mistero risolto nel giro di un paio di settimane partendo dall’etichetta che si trovava in una tasca interna del giubbotto che indossava Rafael Pedro Nova Nova (foto), 59 anni, della Repubblica Dominicana. Adesso la chiave di volta potrebbero essere quelle scarpe calzate dallo sfortunato escursionista. Oppure l’orologio, che però ha già parlato facendo risalire il decesso all’inizio di marzo. Insomma, in attesa dell’esame autoptico del medico legale Emanuela Gamba - già incaricata dal sostituto procuratore Conforti - si possono cominciare a fare ipotesi e a scartarne delle altre. Ma ci vorrà un po’ di tempo, perché il rebus non è di soluzione immediata. O almeno è quello che pare allo stato delle cose.
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