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Ottorino, il pastore che insegna ai giovani tunisini la tradizione apuana

Ottorino, il pastore che insegna ai giovani tunisini la tradizione apuana

Il produttore di formaggio di Resceto scelto per aiutare i produttori in Tunisia

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MASSA. In dialetto massese si chiama “rughiola” ed è diventata il simbolo del progetto di cooperazione internazionale promosso dalla Regione “Lavoro, economia sociale e solidale per giovani agricoltori e allevatori di Sidi Bouzid in Tunisia”.

Tutto nasce dalla passione e dalla fatica di Ottorino Fialdini, 64 anni, prima pastore poi cavatore di Resceto, scelto dalla Regione come protagonista delle attività di formazione nella produzione di formaggio e derivati richieste dal progetto. Finanziato dalla Regione all’interno del bando Cooperazione Internazionale - PS – Anno 2015, il piano vede l’associazione Dica Onlus di Pisa nel ruolo di capofila, in partenariato con l'association Méditerranéenne Pour le Développement en Tunisie.

E nasce come risposta al problema della disoccupazione giovanile nel governatorato di Sidi Bouzid, area situata nel centro della Tunisia. Fornito di “rughiola”, il tradizionale frustino in legno adoperato per girare il latte tra le alpi Apuane, Ottorino Fialdini dell'associazione Resceto Vive ha iniziato l'attività di formatore prevista dal progetto il 25 marzo scorso. «Questa iniziativa è molto importante – spiega - non solo perché è un intervento concreto a sostegno di chi rimane sul proprio territorio, in questo caso Sidi Bouzid, cercando di sviluppare l’economia locale, ma anche perché dà lustro e risalto alle tradizioni e alla storia apuana. È inoltre - continua - un segnale anche per i nostri giovani che troppo spesso si dimenticano del proprio passato, unico in Italia e nel mondo».

Gli strumenti di lavorazione del formaggio, tra cui la “rughiola”, sono stati fatti interamente a mano e verranno lasciati in dono ai giovani pastori tunisini. L’area di intervento del progetto rappresenta una delle zone meno sviluppate del paese, interessata, come prima già sottolineato, da un alto tasso di disoccupazione giovanile - il 15,7% in Tunisia, con un picco del 40% proprio nel Governatorato di Sidi Bouzid.

Inoltre la zona è caratterizzata da una scarsa integrazione tra l'allevamento e la produzione agricola che ha un impatto negativo sulla produttività dei terreni. I giovani del territorio vivono una situazione di estrema povertà e forte disagio che li spinge ai margini della società, per questo lo scopo del progetto è quello di cercare di mettere al servizio della solidarietà e dello sviluppo sostenibile in Tunisia le tradizioni apuane relative alla produzione artigianale di formaggio e degli altri derivati.
 

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