Sicurezza
Passo dopo passo, le sisters by night e la forza delle donne
CARRARA. Nel gruppo di donne che, ogni sera, ormai da settimane e settimane si ritrovano per andare insieme a macinare a piedi chilometri, chiacchiere e passioni, non troverete tutine rosa...
CARRARA. Nel gruppo di donne che, ogni sera, ormai da settimane e settimane si ritrovano per andare insieme a macinare a piedi chilometri, chiacchiere e passioni, non troverete tutine rosa elasticizzate. E neppure scarpe tecniche all’ultima moda, loghi gridati sulle maglie e nei giubbotti.
No, davanti al museo del marmo, in viale XX Settembre, alle nove di ogni sera, non troverete orpelli, nessuna leziosità, nessuna sovrastruttura. Troverete invece tutta la grinta, quella sì, di donne, mamme, nonne e figlie vere. Donne multitasking che fra la famiglia, gli impegni, il lavoro e la cucina (quasi tutte sono ottime cuoche) non hanno tempo per andare in palestra. E, come loro stesse dicono, nemmeno troppa voglia.
Hanno scelto però, una dopo l’altra di rimettersi in forma. E, soprattutto, di fare qualcosa non solo per il fisico ma anche per lo spirito. Queste donne sono diventate il gruppo delle sisters by night, e hanno dato l’esempio a molte altre che le hanno seguite. Puntuali alle nove di ogni sera, con l’ombrello e sotto la neve.
Sera dopo sera sono arrivate anche a diventate partire per la camminata in ventidue. Sono arrivate a Marina, a Luni, a Carrara hanno fatto pure il giro delle sette chiese, in occasione dei Sepolcri.
Hanno dimostrato che la volontà e la costanza possono davvero fare la differenza. E sono arrivati (associati a uno stile di vita sano e a un po' di dieta) pure i risultati: c’è chi ha perso 12 chili. Tutte, ma proprio tutte, hanno ritrovato il sorriso, la voglia di stare insieme. Il potere delle donne, women power di cui spesso si sente parlare, sfila ogni sera lungo il viale che collega la città a Marina. A pochi metri da quello stadio dei Marmi dove la Carrarese sta cercando di realizzare un altro sogno.
Tutto, come nelle cose belle è nato per caso, un giorno preciso: il 5 febbraio scorso.
«Mi sono decisa che era ora di perdere peso, ho iniziato un regime alimentare giusto e equilibrato, volevo anche iniziare a muovermi (al di fuori delle 10 ore al giorno lavorative), per il mio benessere esterno ed interiore. Ho iniziato a camminare– racconta Francesca Mosti Chiti – ho postato delle foto delle mie camminate e Milena (Milena Giorgeri) mi ha contattato per organizzare una camminata insieme dopo cena. Dopo cena per forza perché io lavoro, sono operatrice socio sanitaria e faccio assistenza a domicilio, ho due figlie e un marito, la spesa, il pranzo, la cena. Ci si prova, a perdere sti benedetti chili e a rimettere in moto un metabolismo in letargo da un pezzo».
Francesca e Milena hanno deciso di prendere di petto, o meglio a grandi falcate, la prova costume: giocando d’anticipo. E hanno avuto l’idea, semplice di infilarsi una tuta, un paio di scarpe da ginnastica e cominciare a camminare. La sera però, quando la famiglia è sistemata e il lavoro terminato. Hanno cominciato piano Francesca e Milena. E passo dopo passo è successo un piccolo miracolo: donne coraggiose che hanno camminato anche sotto la neve, anche in mezzo al temporale, con l’ombrello. Che non si sono mai fermate, dimostrando che volere è potere. La storia di ognuna di queste donne è di quelle che danno la forza alle altre di aggregarsi. Documentando sui social ogni camminata hanno avuto un effetto contagioso incredibile. Altre hanno creato gruppi simili per camminare sempre di notte. Il senso è un po' quello che spiega Mariella: «ho iniziato una dieta alla quale andava associato un poco di movimento. L’idea della Frà mi è subito piaciuta, camminata in notturna mi disse lei, e così è nato questo splendido gruppo di splendide persone. Oggi posso dire che vado a camminare per perdere un po' di peso, questo sì, ma sopratutto per passare quel poco di tempo spensierato insieme alle mie sisters. Mi segue anche mia figlia. Lavoriamo tutto il giorno, ma per le nostre camminate non siamo mai stanche».
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