La manifestazione
«Così il rischio è dividere il fronte»
MASSA. Luca Anghelè la sua disponibilità a scendere in pista per correre alle primarie l’aveva data. Oggi, però, legge la realtà politica diversamente rispetto ad un paio di mesi fa: «Insieme ad un...
MASSA. Luca Anghelè la sua disponibilità a scendere in pista per correre alle primarie l’aveva data. Oggi, però, legge la realtà politica diversamente rispetto ad un paio di mesi fa: «Insieme ad un gruppo di amici e persone che rappresentano pezzetti di città, insieme alle associazioni “Massa Città Europa”, “Lavoro e territorio” e “LabDem” - spiega Anghelè - mi ero reso disponibile per le primarie, convinto che potessero essere un contributo alla costruzione di un percorso, di un confronto finalizzato ad un programma condiviso che tenesse insieme tutto il centrosinistra o che addirittura potesse contribuire ad allargarlo». Insomma, la sua candidatura - spiega Anghelè - era stata avanzata come strumento per ricompattare quando ancora «c’erano i tempi per costruire un programma vero e proprio su cui tentare l’unità o l’allargamento. Ci eravamo espressi per primarie a doppio turno affinchè fossero il più inclusive possibile». Ma il quadro è cambiato: «Purtroppo, per come si è sviluppato il dibattito, le primarie stanno diventando qualcosa di diverso da quanto speravamo. C’è un errore di fondo: si propongono le primarie per ricompattare il centrosinistra, ma con un sindaco uscente. Probabilmente la costruzione del programma dovrebbe partire dal lavoro della amministrazione, confermandolo nei suoi aspetti positivi, integrandolo e migliorandolo. Questo non è quello che è avvenuto perché fondamentalmente si è partiti dai nomi e non dal programma e con la discriminante primarie sì, primarie no, a prescindere dalla costruzione di quel programma. Ne è emersa - prosegue Anghelè - una cornice programmatica che è poca cosa, le primarie sono diventate divisive. Così come sono, non hanno più senso. Quindi, a meno che, miracolosamente, nel giro di 48 o 72 ore, tornino ad essere ciò che speravamo, il nostro è un no a primarie divisive e forse anche fuori tempo massimo».
Anghelè parla a nome di chi aveva sostenuto la sua candidatura alle primarie: «Andiamo avanti con il nostro programma, le nostre idee, puntando al 10 giugno con chi vorrà condividere il percorso, disponibile, io, per evitare ulteriori personalismi che già stanno rovinando il percorso delle primarie, anche a fare un passo di lato se qualcuno vede nel nostro un programma un progetto condivisibile».
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