Il Tirreno

«Alle Lame serve la messa in sicurezza»

«Alle Lame serve la messa in sicurezza»

Santini (Lunigiana Libera): sulla statale della Cisa 62 via il semaforo e subito il ripristino della strada

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AULLA-. Mentre salgono i malumori fra automobilisti e pendolari per il semaforo sulla strada statale 62 della Cisa, nelle Lame di Aulla, pochi metri prima della frazione di Stadano, lì ormai da un mese a causa di un cedimento della sede stradale, che ha reso necessario transennare una corsia di marcia, vietandone il transito ai veicoli, ad intervenire è Michael Santini del nuovo soggetto politico Lunigiana Libera, il quale scrive ad Anas e Regione Toscana. «Dato che sulle Lame di Aulla - scrive Santini - la situazione di disagio per coloro che si devono recare al lavoro sulla costa e a Spezia persiste e, in alcuni orari della giornata, il traffico rende la strada impraticabile e costringe molti a prendere l’autostrada (ed a pagare i relativi pedaggi), abbiamo deciso di scrivere alle autorità competenti affinché la situazione si sblocchi». Di conseguenza, una missiva è stata inviata alla sede regionale di Anas spa e al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. «Premesso che la strada statale della Cisa N62 è il collegamento diretto più veloce (ad esclusione dell’autostrada) con la costa massese e con lo spezzino, premesso che nelle ore intorno alle 7 della mattina e dalle 16 alle 18 il tratto è particolarmente trafficato, premesso che è il collegamento utilizzato da molti lavoratori residenti nel Comune di Aulla e Comuni limitrofi e premesso che ci stiamo dirigendo verso la stagione estiva a forte presenza turistica. Visti gli innumerevoli disagi lungo la strada statale della Cisa dovuti al pericolo di un cedimento tra il km 11 ed il km 10 corsia sud che ha comportato un’istallazione semaforica e la chiusura di un tratto della corsia per alcuni metri. Con la presente chiediamo un intervento sul suddetto tratto stradale affinché venga messo in sicurezza, venga rimossa l’installazione semaforica e - conclude Santini nella lettera - venga fatta attività di prevenzione riguardo all’attività di erosione del fiume Magra». Perchè in quel punto il fiume Magra si sta piano piano "mangiando" il sottostrada, proprio dove, una quindicina di anni fa, fu realizzata una protezione nel fiume stesso. Una protezione, forse, inadeguata, visto che dopo soltanto 15 anni è stato necessario chiudere una corsia di marcia, anche se le piogge da allora sono sicuramente diventate più torrenziali e con esse sono cresciute la portata e la forza dell'acqua del fiume in determinate occasioni. (g.u.)

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