Gioco
«Riavviamo la produzione» Martedì tavolo in Prefettura
L’appello di lavoratori e sindacati dal presidio davanti ai cancelli di Sanac Al direttore Ruggero Cola le Rsu hanno chiesto «più corsi di formazione»
MASSA. Archiviata la paura per l’incidente, adesso l’attenzione è tutta concentrata sulla necessità di far ripartire subito la produzione. E questo perché lo stabilimento è in liquidazione e un periodo troppo lungo di inattività potrebbe “dispiacere” alle cinque società che lo scorso dicembre hanno presentato al Ministero dello Sviluppo le manifestazioni di interesse per rilevare lo stabilimento di via Dorsale.
È questo il messaggio che si è levato ieri dal presidio dei lavoratori davanti ai cancelli di Sanac dove, mercoledì si è registrato un incidente costato un’ustione di terzo grado a Damiano Bigini (attualmente ancora ricoverato in ospedale dove sarà sottoposto a un intervento chirurgico) e una bruciatura alla tempia al collega Alessandro Alberti.
«Si è trattato di un incendio, peraltro contenuto su una superficie di circa un metro quadrato. I nostri colleghi per fortuna stanno bene, e questa è la prima cosa. Dunque adesso la speranza è che si torni presto al lavoro perché in questa fase delicata per la società non ci possiamo permettere di stare fermi troppo a lungo» spiega Andrea Vita, Rsu di Femca Cisl.
La voglia di tornare al lavoro, dunque, è tanta anche se non cala l’attenzione sul fronte della sicurezza: «Abbiamo appena avuto un incontro con la direzione dello stabilimento. Abbiamo chiesto alcune integrazioni sulla sicurezza, a iniziare dal potenziamento dei corsi di formazioni sulle procedure relative all’utilizzo del magal anche se, dobbiamo precisarlo, l’incidente di mercoledì non è avvenuto durante il ciclo produttivo ma in fase di manutenzione» aggiunge Emanuele Manfroni, anche lui Rsu di Femca Cisl citando il prodotto chimico – il magal appunto – che ha innescato l’incendio.
«Qui c’è voglia di tornare a lavorare, stiamo facendo di tutto per ripartire prima possibile, compatibilmente con le esigenze della magistratura» aggiunge Fabrizio Della Pina, della segreteria Uiltec-Uil.
A seguito dell’incidente infatti sullo stabilimento di via Dorsale sono scattati i sigilli. In particolare è stata messa sotto sequestro una delle due “molazze”, vale a dire i mescolatori che miscelano i prodotti chimici trattati nello stabilimento. «È il cuore dell’attività e tiene fermo un reparto intero. Va detto che la produzione potrebbe ripartire, in buona parte, se fosse autorizzato l’utilizzo del secondo mescolatore, dove non viene utilizzato il magal» aggiunge Nicola Del Vecchio, della segreteria provinciale di Cgil, anche lui presente al presidio davanti ai cancelli Sanac.
E proprio per sbloccare la situazione, e incentivare la ripresa dell’attività produttiva, i sindacati hanno chiesto e ottenuto un incontro con il Prefetto Enrico Ricci, che si è detto disponibile a ricevere la delegazione di Sanac martedì prossimo alle 11 a Palazzo Ducale.
Al rappresentante del governo le parti sociali illustreranno la situazione della fabbrica che, come detto, è in liquidazione e dovrebbe essere rilevata da una delle cinque società che hanno presentato al Ministero la propria manifestazione di interesse.
Tra le buste sul tavolo del dicastero, secondo i lavoratori presenti al presidio, la più “quotata” sembra essere quella di ArcelorMittal colosso luseemburghese nel settore dell’acciaio, (peraltro già dentro la partita Ilva, che a sua volta è il primo committente di Sanac, ndr), protagonista qualche tempo fa di un sopralluogo nello stabilimento di Massa.
Ma poiché i tempi dell’acquisizione sono ancora avvolti dal mistero e la palla per ora è in mano ai commissari incaricati di gestire la liquidazione, tra gli operai c’è il timore che tutta l’operazione possa essere inficiata da uno stop eccessivamente prolungato dell’attività.
«Siamo vicini ai lavoratori perché il lavoro è produzione e vita e non può e non deve diventare un pericolo di morte» ha dichiarato Elena Mosti, assessore alla Promozione del territorio del Comune di Massa in visita al presidio.
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