Sicurezza
Iron man sulla neve la doppia impresa di Massimo Musetti
Commercialista e grande sportivo: si è distinto in Svezia nelle gare di fondo più importanti (e proibitive) del mondo
CARRARA. Dalla Vasaloppet all'inferno del circolo polare artico: una doppia impresa e un unico artefice, il commercialista iron man Massimo Musetti, 56 anni e un fisico, appunto, d’acciaio.
Per la dodicesima volta (su 17 partecipazioni) alla Vasaloppet, la più vecchia, più lunga e più grande gara di sci di fondo del mondo che si svolge annualmente nella regione della Dalarna in Svezia, Massimo Musetti si è classificato nel ristretto novero degli sciatori che vengono premiati con la prestigiosa medaglia per avere raggiunto il traguardo nel limite del tempo del vincitore oltre una percentuale del 50%
Un riconoscimento che premia circa il 10-15 % dei partecipanti che sono 18 mila.
Musetti ha corso i 90 chilometriche separano le cittadine di Salen e Mora nella provincia di Dalarna in 6 ore e 31 minuti, nonostante le condizioni metereologiche non ottimali .
«Per me questa sembra essere la normalità - commenta Musetti - ma capisco che in realtà così non è. Ho cominciato a sciare a 35 anni ed arrivare a tanto mantenendo risultati di questo tipo nel tempo e mettere insieme lo sport con il lavoro con tanti sacrifici effettivamente è una sfida continua. Ho fatto più di 200 gare di lunga istanza in tutta Europa da quando ho cominciato: tutto normale mi dico sempre».
Ma quest’anno Massimo Musetti ha voluto davvero mettersi alla prova. Con qualcosa di straordinario. E così dopo soli 20 giorni ha partecipato alla Nordenskjold Loppet Qui i chilometri da percorrere sono 220 con un dislivello di 1.660 metri. Si corre a Jokkmokk sempre in Svezia oltre il circolo polare artico.
«Qui ho dovuto combattere, non solo con i limiti fisici e mentali ma anche con la natura - spiega - C’è stata, fin dall’inizio della gara, una bufera di neve. La pista non si vedeva più, ho fatto chilometri e chilometri da solo. C’era il rischio di perdersi. Sulla base dei miei risultati e dai tempi di percorrenza che mi aveva calcolato l'organizzazione avrei dovuto percorrere i 220 chilometri in 15-16. Invece avevo fatto 119 km in 11 ore ed oltre e all'imbrunire le cose si complicavano, con la notte che stava scendendo, la neve e temperature abbondantemente sotto i meno 15 gradi». «In pochi chilometri - continua - oltre 130 persone su 250 si sono ritirate, molte avevano trovato riparo in tende di fortuna ed io non ho potuto fare altrimenti. Per me resta anche questa una grande impresa. Sono stato fermato dagli elementi avversi e dal pericolo».
Una grande impresa per uno sportivo vero. Massimo Musetti è passato dalla pallacanestro al fondo passando per il Triathlon Ironman.
«Ho ricevuto fino da adolescente una buona educazione allo sport ed a tutti i suoi valori che mi ha permesso, ultimata la carriera di giocatore di pallacanestro, di pormi con grande passione e spirito di sacrificio degli obiettivi che nessuno avrebbe mai pensato potessi raggiungere specialmente in un ambito totalmente diverso, come quello dello sci di fondo. Voglio a tal proposito, ricordare con grande stima ed affetto, a pochi mesi dalla sua dipartita, il professor Elio Fabrizi grande maestro di vita e di sport che mi ha sempre sostenuto ed incoraggiato fin dall'adolescenza» .
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