Il Tirreno

Tv, mobili e materassi in strada

Tv, mobili e materassi in strada

In via Tecchie la raccolta differenziata non c’è ancora e lì i cittadini portano di tutto

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MASSA. Apri il portabagagli, lo riempi al massimo della capienza, sistemi qualcosa pure davanti ai sedili. Poi parti.

Relax e vacanza? Assolutamente no: la destinazione non è una bella spiaggia, né una città d’arte. La meta è molto meno poetica. Breve viaggio per la città alla ricerca del primo cassonetto vecchio stile. Uno di quelli in cui può finire di tutto, organico e non organico. Turisti della spazzatura che una meta d’eccellenza l’hanno trovata in via Tecchie, la strada che collega il ponte Trieste a quello sull’Aurelia.

Quella via - e da anni ormai - non se la passa troppo bene: gli stalli non sono indicati e gli automobilisti parcheggiano liberamente a destra e a sinistra, restringendo la carreggiata. Chi va a piedi rischia una bella strusciata d’anca: al termine del ponte sull’Aurelia qualcuno aveva pensato bene di tracciare una striscia gialla a delimitare la fascia riservata ai pedoni. Peccato, però, che quella striscia sia lunga un paio di metri e non di più. Svanisce triste triste e scolorita sotto i pianali della auto. A completare il quadro i cassonetti. Spesso rotti, strapieni e “corredati” di sedie, televisori, materassi. E chi più ne ha, più ne metta. Un mercato dell’usato a cielo aperto.C’è di tutto: dalla plastica (nonostante ci sia ancora una vecchia campana), alle lampadine colorate per gli addobbi natalizi, da un bel televisore a schermo piatto che ha perso qualche colpo e non funziona più, a due materassi in lana. Un bel filo, legato stretto stretto, li tiene insieme e permette loro di adagiarsi comodamente sul muretto delle sottostanti - sfortunate - abitazioni.

C’è pure un carrellino, con le ruote tremolanti, per trasportare cibi e bevande da una stanza all’altra. Qualcuno ha deciso di rinnovare la cucina, ha smontato quella vecchia, l’ha ridotta a qualche v tavola di impiallacciato e si è ben guardato da raggiungere la Ricicleria. Perché mai? C’è via Tecchie.

Magari ha caricato in macchina pure il sacchetto con i resti del pesce per evitare che l’organico puzzasse in casa e ha raggiunto i cassonetti “liberi”, quelli in cui non c’è differenziata. Perché la raccolta porta a porta esiste, ma non in tutta la città. E chi non vuole farla, l’escamotage lo trova: basta spostarsi di qualche chilometro. A volte meno. Viaggio poco poetico, ma utile.

Chiara Sillicani

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