Il Tirreno

Picchia la moglie e la figlia, a processo

di Alessandra Vivoli
Picchia la moglie e la figlia, a processo

L’uomo è stato rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia: gli episodi sono andati avanti per più di due anni 

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MASSA. Le umiliava, a livello psicologico. Insulti pesanti, apprezzamenti volgari. Bastava un vestito mal stirato, un piatto non preparato a regola d’arte e, insieme alle parole, pesanti, volavano anche gli schiaffi, i calci e gli strattonamenti e le spinte.

Un inferno, vissuto nel silenzio delle mura domestiche. Un incubo fatto di vessazioni e botte che aveva come autore il capo famiglia, marito e padre delle due donne che finivano sotto le sue mani, inchiodate dalle sue umiliazioni.

La vicenda è finita davanti al gup Alessandro Trinci e alla pm Alessandra Conforti. L’uomo è stato rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia: il processo si aprirà nel mese di giugno. Davanti al gup e nelle carte dell’accusa è stata ricostruita una vicenda familiare complessa dove la moglie e una delle figlie erano le vittime degli accessi d’ira del padre. Una storia andata avanti per due anni, dal 2015 al 2017 e vissuta sempre, come purtroppo avviene molto spesso, nel silenzio. Dove la paura e la vergogna fanno sì che non si scoperchi il vaso di maltrattamenti subiti all’interno delle quattro mura, in quello che dovrebbe essere, per eccellenza il luogo della serenità e degli affetti.

La vicenda dei maltrattamenti all’interno della famiglia massese è andata avanti per mesi, per anni. L’uomo che è stato rinviato a giudizio dapprima sfogava la sua rabbia solo nei confronti della moglie. I motivi erano futili: una camicia mal stirata, una discussione sulle bollette, ed erano subito botte. Dopo aver assistito a episodi del genere una delle figlie della coppia ha cominciato a reagire, a prendere le difese della madre. Ma questo non ha portato il padre a più miti consigli, non gli ha fatto capire l’enormità di quello che stava facendo. No, l’uomo non si è fermato. E ha cominciato a picchiare anche la figlia, proprio come faceva con la moglie. Questo soprattutto nell’ultimo anno quando la ragazzina, sempre più grande, cercava di portare la calma, cercava di fermare le mani del padre. Proprio il fatto di vedere picchiare la propria figlia ha fatto scattare la reazione della madre. La donna ha trovato la forza di spezzare la catena di violenza domestica e ha denunciato quello che stava succedendo, ormai da due anni, a lei e alla figlia. L’uomo è stato rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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