Il Tirreno

Molesta per due anni la figlia della compagna

di Alessandra Vivoli
Molesta per due anni la figlia della compagna

La ragazzina all’epoca dei fatti aveva 14 anni e non aveva coraggio di parlare La madre ha buttato l’uomo fuori di casa e lo ha denunciato: andrà a processo

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LUNIGIANA. Un incubo lungo due anni. Una quattordicenne che non riesce a trovare le parole, i modi, per dire alla madre che il compagno - l’uomo con cui la donna pensava di poter ricominciare una vita serena insieme - la molestava.

Una storia difficile, anche da raccontare, che è finita con il coraggio di una madre, una denuncia e, infine il rinvio a giudizio del quarantacinquenne che aveva molestato sessualmente la figlia. Una ragazzina che all’epoca dei fatti aveva da poco compiuto 14 anni.

La vicenda, per cui ieri mattina in tribunale a Massa il giudice Alessandro Trinci ha disposto il rinvio a giudizio dell’uomo sotto accusa per molestie nei confronti di una minore (e che adesso si trova in Liguria) risale al 2013.

Una coppia che viveva, all’epoca dei fatti, in Lunigiana. Una donna ancora giovane che aveva trovato un compagno con cui rifarsi una vita, insieme alla figlia allora adolescente. Ma per la ragazzina quello non era stato l’inizio di una nuova vita, ma quello di un incubo personale fatto di molestie.

La quattordicenne spesso restava a casa con il compagno della madre, e l’uomo, come emerso dalla denuncia, aveva cominciato a toccarla. All’inizio la ragazzina non voleva neppure crederci a quello che avveniva fra le mura della sua casa. Pensava di avere interpretato male atteggiamenti affettuosi del compagno della madre. Ma la situazione è andata avanti per settimane, per mesi che poi sono diventati anni. Tutto vissuto nel silenzio, senza parlarne con nessuno. la quattordicenne ha cominciato a isolarsi dalle amiche, a passare i pomeriggi da sola, chiusa in camera. Il rendimento scolastico ne ha risentito. Lei, che non aveva mai avuto problemi, ha cominciato a sbagliare i compiti, a non presentarsi alle interrogazioni. Dalle quattordicenne spensierata e brillante non c’era più neanche l’ombra.

In un primo momento la madre ha imputato il cambiamento della figlia all’età, e ai problemi tipici dell’adolescenza. E, in un primo momento, anche la difficoltà della ragazzina a mangiare, i piatti lasciati quasi pieni, non sono sembrati segnali così importanti, ma, forse, solo il desiderio, comune a tante giovanissime, di essere in forma, di essere a proprio agio con un corpo in trasformazione.

Ma alla fine, tutti insieme, quei segnali, quel cambiamento, quell’umore sempre cupo della figlia hanno fatto scattare il campanello d’allarme della giovane mamma.

La donna, che nel frattempo era stata anche chiamata dagli insegnanti proprio per lo scarso rendimento della figlia, ha scelto la strada del dialogo.

E, dopo tanto tempo, ha cominciato a parlare, da sola, con la figlia. I primi tentativi sono andati a vuoto, la ragazzina si è trincerata nel più cupo mutismo. Poi, un giorno, l’ammissione. Il racconto di quei mesi, di quasi due anni di incubo da parte del compagno della mamma. Un racconto dettagliato, fatto di dolore e di vergogna: quella aveva frenato la quattordicenne dal raccontare tutto alla madre. La donna a quel punto non ha aspettato un giorno, neppure un’ora. Ha buttato per prima cosa fuori di casa il compagno. E poi ha sporto denuncia nei suoi confronti. L’uomo sarà quindi a processo per molestie sessuali nei confronti di una minore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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