Sicurezza
Il centrodestra in stand by cerca il candidato unico
Lega, Fratelli di Italia e Forza Italia non hanno trovato l’accordo su un nome E se non riusciranno a raggiungere l’intesa, la palla passerà ai regionali
MASSA. Alla guida della città la destra non ci è mai stata. Abituata a sedere sui banchi dell’opposizione, stavolta la partita potrebbe giocarsela. Glielo permette un centro sinistra sfibrato che tenta faticosamente la strada della coesione, che non decide se non dopo lungo e sofferto confronto, che difficilmente si pronuncia con voce unanime. Un centro sinistra che ancora deve riprendersi dallo schiaffo delle politiche.
Il centrodestra ha un’occasione d’oro, la stessa occasione servita su un piatto d’argento ai 5 Stelle. Ma se i pentastellati non perdono un attimo e si fanno trovar pronti con tanto di candidato già deciso da mesi e campagna elettorale in corso, il centrodestra rischia di rimanere vittima delle stesse dinamiche partitiche che stanno complicando la vita al Pd e al centro sinistra tutto.
Sì perché che si guardi a destra o a sinistra, i problemi rimangono quelli: difficoltà a scegliere, nomi che mancano, candidati ancora da decidere. L’appello di tutto il centrodestra è all’unità e al candidato unico, nei fatti però pare che quella unità manchi. Mercoledì la Lega, per bocca del suo segretario provinciale Andrea Cella, ha ribadito che il nome da giocare alle amministrative, per il partito di Salvini, è l’avvocato Francesco Persiani e su lui l’invito è ad andare compatti. In campo però di nomi ce ne sono altri, quello avanzato da Forza Italia che schiera il suo storico consigliere comunale Stefano Benedetti e quello di Marco Guidi, alla guida di Fratelli di Italia. Benedetti la disponibilità a fare il passo indietro l’ha data a patto però anche gli altri candidati arretrino per lasciare avanzare un nome nuovo. Allo stato dei fatti il nome nuovo non c’è, l’alternativa non è emersa. La quadra non si è trovata. Lo conferma anche Matteo Mastrini, sindaco di Tresana e coordinatore provinciale di Forza Italia: «La situazione è fluida, una soluzione condivisa ancora non è stata individuata. Persiani, Benedetti e Guidi sono tutti quanti persone valide, di spessore. Credo che il presupposto debba essere l’unità del centro destra. Se non dovessimo riuscire a prendere una decisione, la discussione allora coinvolgerà i regionali». Il livello regionale dei tre partiti farà il punto. Su Massa, ma non soltanto. Perché in Toscana si giocano partite importanti anche a Pisa e Siena e i regionali traccerebbero un quadro complessivo degli equilibri. Scegliendo comunque per Massa tra la rosa dei tre nomi in lizza.
Il centrodestra è al lavoro - parola di Mastrini - dallo scorso ottobre e ha dato un’occhiata - e la sta dando - anche fuori dal recinto dei partiti. Candidato della società civile, come si dice. Magari un professionista o un imprenditore. Ma anche in questo caso non è facile. Serve un nome condiviso che accontenti i tre partiti, i tre elettorati e le tre basi. «Perché - Mastrini ci tiene a sottolinearlo - non possiamo commettere l’errore di non ascoltare la base. Non dobbiamo perdere il patrimonio del territorio e delle persone». Difficile quindi trovare un candidato della società civile, tanto quanto - forse di più - che trovare un candidato di bandiera. Certo il centrodestra, rispetto al centro sinistra, un margine di tempo un po’ più ampio, senza il tema primarie di mezzo, ce l’ha. Ma la campagna elettorale preme e Massa è una partita di quelle che contano.
Chiara Sillicani
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