Il Tirreno

«Disastro Asmiu, funziona un mezzo su 5»

«Disastro Asmiu, funziona un mezzo su 5»

L’allarme di Dino Bellè, vicesegretario di Fit-Cisl dopo l’ennesimo guasto a un mono-operatore

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MASSA. Cinque zone della città, con 130-140 cassonetti ciascuna a cui si aggiungono 50 bidoni per la raccolta del vetro e 100 per quella della carta che dovrebbero essere “coperte” da 5 macchine e che invece ieri sono state “ripulite” da un solo mezzo.

Non è un caso che Dino Bellè, vicesegretario di Fit Cisl e dipendente di Asmiu parli di una «situazione disastrosa per l’azienda». Il sindacalista spiega che «il bilancio della partecipata è in rosso e solo per il 2017 il comune dovrebbe ripianare alla partecipata 800mila euro di debiti». La situazione economico finanziaria non certo rosea si ripercuote, ovviamente, anche sui servizi: «Oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo coperto cinque zone con un unico monoperatore perché il secondo che avremmo dovuto avere a disposizione si è rotto» racconta Bellè. I monoperatori sono le macchine per lo svuotamento automatico dei cassonetti. «Ne dovremmo avere cinque, una per ogni zona, invece ci ritroviamo a lavorare con una o quando va bene con due» riferisce il sindacalista. Sì perché una macchina è molto vecchia, ha 17 anni, e ha bisogno di continua manutenzione: «Ho perso quasi un’ora perché si è rotto un cuscinetto e quando siamo andati a farcelo sostituire il fornitore non ci ha voluto dare il pezzo perché l’azienda è indietro con i pagamenti. Solo quando siamo tornati con i soldi contanti ha aggiustato la macchina» spiega Bellè, aggiungendo che i tempi di pagamento di Asmiu ai suoi creditori oscillerebbero tra i «210 e i 270 giorni a fronte dei 90 previsti dalla norma per le pubbliche amministrazioni». Il fatto di avere pochi mezzi a disposizione ricade ovviamente anche sui lavoratori: «Abbiamo dovuto cambiare i turni senza il riconoscimento del notturno» denuncia il sindacalista anticipando la preoccupazione per le imminenti feste: «Tra i ponti e la Pasqua ci sarà un surplus di rifiuti ch ein queste condizioni non siamo in grado di gestire. E non perché, come dice qualcuno, perdiamo tempo al bar ma perché non abbiamo i mezzi per lavorare» conclude Bellè rispolverando una vecchia polemica sollevata dal consigliere comunale Stefano Benedetti.

(C. C.)

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