Proteste
Scoppio alla Sanac, coinvolti due operai
Uno è ferito grave con ustioni del terzo grado alle braccia, portato in elicottero a Cisanello. Un altro collega colto da malore
MASSA. Una esplosione e poi una fiammata che ha investito due operai. Il primo, Damiano Bigini, 49 anni, alle braccia (le ustioni sono del terzo grado) e al volto (parzialmente), il secondo, Alessandro Albertini, 44 anni, a una tempia. Un terzo collega che ha assistito alla scena invece ha avuto un malore e anche lui è finito all’ospedale. È successo ieri mattina, poco dopo le 9.30, allo stabilimento della Sanac, azienda di refrattari che opera per conto dell’Ilva nella zona industriale di Massa. I soccorsi sono stati tempestivi: i due operai meno gravi sono stati portati al Noa (e dimessi in giornata, uno con prognosi di 12 giorni e l’altro di due), mentre Bigini è stato trasportato all’aeroporto del Cinquale, dove ad attenderlo c’era il Pegaso che lo ha trasferito al centro grandi ustionati di Cisanello. Preoccupano le bruciature agli arti superiori, meno quelle al volto che potrebbero essere assorbite senza lasciare il segno. Anche se i medici prima di sciogliere la prognosi vogliono far passare almeno quarantotto ore, anche perché il paziente dovrà essere sottoposto a un’operazione non appena le sue condizioni lo permetteranno. Il rischio più grosso che corre il quarantanovenne è che le ferite alle braccia vadano in necrosi. L’intervento dell’equipe dei grandi ustionati serve appunto a ricostruire gli stati di pelle mangiati dal fuoco.
Mentre l’elicottero si alzava in volo, alla Sanac i vigili del fuoco stavano bonificando l’area dove si è sprigionata la fiammata, anche per dare modo ai tecnici della medicina del lavoro dell’Asl di effettuare i rilievi, che porteranno all’indagine che avrà come obiettivo stabilire se sono state rispettate le procedure di sicurezza. L’esplosione è stata causata dalle polveri di un materiale chimico estremamente pericoloso: il magal, composto da magnesio e alluminio. Lo stesso che otto anni fa aveva mandato altri tre dipendenti Sanac all’ospedale, investiti da una fiammata mentre stavano pulendo l’esterno di un silos. Anche per loro le conseguenze erano state gravi come per Bigini. Era la prima volta che accadeva una cosa simile e da allora - era il 2010 - tante cose sono state fatte per impedire il ripetersi dell’evento.
Procedure che non hanno però evitato quello che è accaduto ieri mattina. Stavolta l’incidente è avvenuto mentre si stava effettuando una manutenzione nei pressi di dell’area produttiva. Il magal non scendeva sulla bilancia e gli operai volevano sbloccare l’impianto. Non si sono accorti delle polveri che avevano saturato l’aria. La zona dello scoppio ora si trova sotto sequestro per dare modo ai periti della medicina del lavoro di stabilire la dinamica. E la produzione resterà ferma fino a che ci saranno i sigilli. (d.d.)
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