Sicurezza
BanchinaTaliercio, Perioli in gara: «Se vinciamo, assumiamo»
Michele Giromini, ad della società spezzina conferma la corsa: «Carrara è nella nostra Autorità di sistema, per noi è un’occasione di crescita»
CARRARA. Sono due le società in corsa per aggiudicarsi la concessione dell’area destinata all’attività commerciale sulla banchina Taliercio che comprende, lo ricordiamo, anche uno spazio sull’adiacente banchina Chiesa per un totale di 20.255,16 metri quadrati scoperti e 2.449,84 metri quadri di magazzini.
Oltre alla candidatura di Porto Spa, confermata ieri sia dal patron Enrico Bogazzi che dall’amministratore delegato Paolo Dello Iacono, c’è un altro aspirante concessionario: si tratta di Dario Perioli S.p.A. storico operatore del porto della Spezia (vedi articolo a parte) che opera anche a Genova e che fa parte di un gruppo di aziende dove sono occupate un totale di 60 persone.
Michele Giromini, carrarese, amministratore delegato della Spa spezzina, conferma la partecipazione alla gara, annuncia possibili assunzioni pur senza sbilanciarsi sul dettaglio attività che l’operatore ha intenzione di portare a Marina di Carrara: «Lo scalo apuano rientra adesso nell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale. Per noi rappresenta dunque una nuova opportunità e per la nostra società, lavorare alla Spezia o a Marina di Carrara a questo punto sarebbe quasi uguale». Una nuova opportunità che, annuncia il dirigente, se si concretizzasse potrebbe portare a un ampliamento del battente occupazionale della Perioli: «Il nostro è un gruppo di tre società, con 60 dipendenti tra La Spezia e Genova. Certo se ci aggiudicassimo la gara per la banchina Taliercio ci sarebbe una possibilità di sviluppo in più, con nuove attività e un possibile ampliamento del personale» conferma Giromini. Dalle parole dell’amministratore delegato si evince dunque che la Spa spezzina è in crescita e che non si limiterebbe a trasferire a Marina di Carrara attività che oggi svolge alla Spezia o a Genova ma sarebbe pronta ad avviarne di nuove. Con conseguente possibilità di offrire nuovi posti di lavoro.
Un dato molto interessante per un territorio assetato di occupazione come quello della nostra provincia e che risponde alle clausole del bando, anche se senza i dettagli del piano industriale della Perioli, per ora, non è possibile sapere in quale misura.
Sì perchè la gara prevede, all’articolo XV, una garanzia occupazionale nel caso in cui lo storico operatore di quegli spazi, la Porto di Carrara Spa, non si aggiudichi la concessione: «Al fine di promuovere la stabilità occupazionale nel rispetto dei principi dell'Unione Europea, l’aggiudicatario della presente procedura e futuro concessionario è tenuto ad assorbire nel proprio organico e per la durata della concessione, il personale (almeno 12 unità) già operante alle dipendenze dell’aggiudicatario uscente». Questo significa che se Porto Spa non dovesse riuscire a confermare la sua presenza sulla Taliercio, la Dario Perioli sarebbe vincolata da bando ad assumere almeno 12 addetti anche se, la società di Bogazzi, ha sempre sostenuto (ribadendolo di nuovo ieri a Il Tirreno) di impiegarne per quell’attività una cinquantina.
In attesa che i giocatori calino le carte intanto, da piazza Due Giugno, l’assessore alle Politiche del Mare Andrea Raggi esprime soddisfazione: «Il fatto che ci siano due candidati in gara significa che il porto di Marina di Carrara continua a essere attrattivo, anche dopo la ridistribuzione degli spazi per l’attività commerciale decisa dall’Autorità di Sistema. Questo conferma la bontà della gara e che la vocazione commerciale dello scalo non è affatto sacrificata» conclude l’esponente dell’amministrazione.
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