Attenzione
Esplosione alla Sanac, coinvolti due operai: uno è grave
Il più grave ha ustioni del terzo grado alle braccia ed è stato portato in elicottero a Cisanello. I colleghi in assemblea per parlare di sicurezza. L'impianto è sotto sequestro e la produzione resta ferma
MASSA. Una esplosione e poi una fiammata che ha investito due operai. Il primo, Damiano Bigini, 49 anni, alle braccia (le ustioni sono del terzo grado) e al volto (parzialmente), il secondo, Alessandro Albertini, 44 anni, a una tempia. Un terzo collega che ha assistito alla scena invece ha avuto un malore e anche lui è finito all’ospedale.
È successo mercoledì 28, poco dopo le 9.30, allo stabilimento della Sanac, azienda di refrattari che opera per conto dell’Ilva nella zona industriale di Massa. I soccorsi sono stati tempestivi: i due operai meno gravi sono stati portati al Noa (e dimessi in giornata, uno con prognosi di 12 giorni e l’altro di due), mentre Bigini è stato trasportato all’aeroporto del Cinquale, dove ad attenderlo c’era il Pegaso che lo ha trasferito al centro grandi ustionati di Cisanello. Preoccupano le bruciature agli arti superiori, meno quelle al volto che potrebbero essere assorbite senza lasciare il segno. Anche se i medici prima di sciogliere la prognosi vogliono far passare almeno quarantotto ore, anche perché il paziente dovrà essere sottoposto a un’operazione non appena le sue condizioni lo permetteranno. Il rischio più grosso che corre il quarantanovenne è che le ferite alle braccia vadano in necrosi.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.16646979:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2018/03/28/news/violenta-esplosione-in-porto-operai-feriti-1.16646979]]
L’esplosione è stata causata dalle polveri di un materiale chimico estremamente pericoloso: il magal, composto da magnesio e alluminio. Lo stesso che otto anni fa aveva mandato altri tre dipendenti Sanac all’ospedale, investiti da una fiammata mentre stavano pulendo l’esterno di un silos. Anche per loro le conseguenze erano state gravi come per Bigini. Era la prima volta che accadeva una cosa simile e da allora - era il 2010 - tante cose sono state fatte per impedire il ripetersi dell’evento.
Stavolta l’incidente è avvenuto mentre si stava effettuando una manutenzione nei pressi di dell’area produttiva. Il magal non scendeva sulla bilancia e gli operai volevano sbloccare l’impianto. Non si sono accorti delle polveri che avevano saturato l’aria. La zona dello scoppio ora si trova sotto sequestro per dare modo ai periti della medicina del lavoro di stabilire la dinamica. E la produzione resterà ferma fino a che ci saranno i sigilli.
Domani alle 13 gli operai della Sanac saranno in assemblea per parlare dell’incidente che ha mandato all’ospedale tre loro colleghi, uno di loro in gravi condizioni - ma non in pericolo di vita - a Cisanello. L’incontro è stato fissato dalla rsu e appoggiato da tutte le sigle sindacali. A parlare è il segretario provinciale di categoria (la Filctem Cgil, Federazione italiana dei lavoratori della chimica, tessili, dell'energia e delle manifatture) Daniele Del Freo: «Siamo vicini ai colleghi rimasti coinvolti nell’esplosione. Ma nello stesso tempo vogliamo capire se è mancato il sistema di sicurezza. Mi sento di dover fare questa considerazione, vista la situazione delicata che sta attraversando l’azienda in orbita Ilva e viste le difficoltà che incontra il management per la scarsa disponibilità economica». E ancora: «L’amministrazione straordinaria della Sanac ha comportato una riduzione del personale, tanto che si fa fatica a coprire i turni. L’incidente è stato causato dalla carenza di organico?».
In visita allo stabilimento anche il sottosegretario alla giustizia, l’onorevole Cosimo Maria Ferri: «Episodi come questi rattristano tutti. Sono vicino al dipendente rimasto ferito e alla sua famiglia e spero davvero che tutto possa risolversi presto e per il meglio. Ho piena fiducia nella magistratura e negli organi competenti che faranno, come sempre, chiarezza sulla dinamica. Desidero anche rivolgere un sentito ringraziamento a tutti gli operatori dei vigili del fuoco che sono intervenuti e hanno spento le fiamme. Il tema della sicurezza sul lavoro è cruciale. Le leggi ci sono, ma bisogna migliorare le normative esistenti per rendere più efficaci i controlli e la prevenzione. La Sanac è una realtà importante del nostro territorio che vive le vicende societarie legate all’Ilva , oggi commissariata, ma che ha ottimi margini di crescita e di sviluppo. Chiunque deciderà di investire in questa realtà potrà cogliere le potenzialità dell’azienda».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
