Il dolore
Primarie o non primarie Le 48 ore di fuoco del Pd
Alta tensioni e voci di dimissioni in segreteria. Ma Luca Perinelli smentisce Rinviato il tavolo del centrosinistra. Oggi pomeriggio l’incontro con il Regionale
MASSA. Il tavolo era già convocato. Tutto il centro sinistra a raccolta per trovare la quadra e andare a braccetto alle elezioni amministrative. Convocato, ma non confermato. Perché prima di un nuovo confronto, i democratici hanno da chiarirsi le idee. Non qualche puntino sulle “i”, non dettagli, ma questioni di sostanza. Il clima è infuocato, così infuocato che fino a tarda sera si susseguono le voci di un esasperato Luca Perinelli, segretario comunale, appena ventissettenne, pronto a rassegnare le dimissioni di fronte ad unPd che non trova una linea condivisa e corregge senza sosta la rotta. Il partito smentisce, ma il clima rimane rovente. Salta il tavolo, ma la segreteria, comunale e provinciale, non si prende un giorno di pausa e lo stesso Perinelli, insieme a Enzo Menenti, sale le scale di Palazzo civico e per un paio d’ore, discute, a porte chiuse con Alessandro Volpi. Del resto da ieri gli sceari sono cambiati.
L’ipotesi - più che ventilata dall’onorevole Martina Nardi - di bypassare le primarie e lanciare un candidato unitaria con tanto di nome e cognome (Giacomo Bugliani) riapre la partita. Per la Nardi le primarie di coalizione per individuare il candidato del centro sinistra sarebbero solo la seconda opzione perché la terza via, quella di andare divisi alle urne, neanche la vuol prendere in considerazione. Quella ipotesi - ammette - equivale a perdere la città. La Nardi disegna nuovi scenari e scompagina le carte in tavola: non solo l’opzione di scegliere, ma senza primarie, un candidato, ma anche un nome, quello di Giacomo Bugliani, uno che nel partito si è preso spazio. Uno che quando si va alla conta, pesa: forte di 1.067 preferenze alle amministrative 2013, di 12. 667 voti alle regionali, confermato come uomo forte dai recenti congressi comunali e provinciali che hanno visto i buglianiani, renziani doc e anti rigoniani, portare a casa la vittoria. Nome di peso perché nomi di peso - assicurano i beninformati - avrebbero chiesto i vertici regionali. Anche in caso di primarie.
Certo è che scendere in campo per Bugliani non è roba da poco e non soltanto perché dovrebbe lasciare il consiglio regionale, ma anche perché tra i congressi e l’attualità c’è di mezzo il mare delle politiche, con la debacle del Pd e di Renzi.
In ogni caso, la proposta della Nardi c’è e ci sono le reazioni: se nomi di peso devono essere, allora - Carlo Paolini (Sinistra italiana) raccoglie il guanto della sfida - così sia: «Apprezzo che la Nardi si sia resa conto che i tempi per la primarie non ci sono. Propone una soluzione unitaria e va benissimo. Allora il partito democratico - Paolini va al cuore - venga al tavolo del centro sinistra con 2 nomi forti tra cui scegliere». Candidati veri e non “fantocci”, nomi che pesano. Bugliani e Volpi. E intorno ad uno nome che conta si trovi la quadra. Gazebi chiusi e decisione tutta in mano alle forze politiche, in questo caso, ma rapida e mirata - per proseguire l’analisi - a portare a casa il risultato.
Di sassi nello stagno del Pd ne sono stati lanciati parecchi, adesso c’è da coglierli. Oggi pomeriggio di elezioni amministrative se ne parla a Firenze con il comitato di reggenza (5 membri dopo le dimissioni del segretario Dario Parrini)). Un primo incontro c’è già stato sabato, ma quello di oggi dovrebbe essere l’ultimo, quello in cui si tireranno le fila, quello dopo il quale Luca Perinelli, segretario comunale ed Enzo Manenti, segretario provinciale, dovranno mettere un punto. E decidere: indicare se le primarie si faranno, se la data del 15 aprile è confermata, quali sono i nomi in lizza. Dovranno farlo entro domani quando il tavolo del centro sinistra tornerà a riunirsi. Ancora 24 ore di fuoco.
Chiara Sillicani
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