Il Tirreno

Nuove concessioni, tre stabilimenti fanno ricorso al Tar

di Cinzia Chiappini
L'avvocato Nesi
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L'avvocato Nesi

Carrara, «No alla cessione dei manufatti e anche la durata è inadeguata». Lo dice l’avvocato Ettore Nesi che rappresenta Italia, Delfino e Conte 

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CARRARA. Sono stati i primi a chiedere e ottenere la concessione ma anche i più veloci a fare ricorso al Tribunale amministrativo della Toscana contro l’atto rilasciato dal comune di Carrara.

Conte, Nuova Italia e Delfino si sono rivolti al Tar per impugnare le nuove concessioni assegnate lo scorso dicembre da Palazzo Civico. I tre stabilimenti, tutti assistiti dall’avvocato Ettore Nesi di Firenze, contestano sia la durata della concessione sia la previsione secondo la quale allo scadere di questa, gli immobili che sorgono sull’arenile resteranno nella disponibilità dello Stato senza alcun indennizzo per il concessionario.

Si tratta delle disposizioni previste dalla norma attualmente in vigore, in attesa della soluzione delle diatribe anche legali sulla direttiva Bolkestein attraverso la quale, nel 2006, l’Unione Europea ha stabilito che le concessioni delle spiagge non siano più prorogate in automatico ma vengano messe a gara.

E in attesa di sapere se davvero, come pare oggi, la direttiva diventerà effettiva nel 2020, gli stabilimenti “mettono le mani avanti”. Come? Nel caso dei tre bagni marinelli, impugnando le nuove concessioni assegnate dal municipio. Lo spiega l’avvocato Nesi che rappresenta i tre stabilimenti ma precisa di essere autorizzato a parlare solo per il caso del bagno Conte: «Si tratta di un ricorso al Tar formulato in via cautelativa per la concessione “in partibus quibus”. Pur avendo un vantaggio dalla concessione questa prevede clausole lesive» premette il legale. Quali sono questi punti che non piacciono ai concessionari? «Le previsioni che contemplano la cessione dei manufatti allo spirare delle concessioni, senza indennizzo al concessionario. Lo prevede l’articolo 49 del codice della navigazione ma a nostro parere è contrario al diritto dell’Unione e alla Costituzione» spiega Nesi. Ma il ricorso riguarda anche la «durata della concessione perché non è congrua al periodo di ammortamento dell’investimento sostenuto dal concessionario» e aggiunge l’avvocato, «la cesura tra vecchia e nuova concessione perché per noi tra i due atti c’è continuità». Il legale ricorda che le concessioni sono state rilasciate «sulla base del decreto legge 400/1993 e della legge regionale 31/2016 ma contengono previsioni attinte dal da codice della navigazione e altri fonti» proprio quelle che l’avvocato fiorentino ha impugnato per il Bagno Conte con il ricorso al Tar.

E anche se il legale non è autorizzato a dirlo, le contestazioni sollevate dagli altri due stabilimenti marinelli, il Delfino e la Nuova Italia, si inserirebbero nello stesso filone.

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